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I DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE DA 8 A 14 ANNI

DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE IN ETA’ EVOLUTIVA
Una delle definizioni più accettate è quella proposta dal National Center for Clinical Infant programs (2005) che descrive il Disturbo della Nutrizione come:
“la difficoltà del bambino a stabilire pattern regolari di alimentazione con un’adeguata immissione di cibo e a regolare la propria alimentazione con gli stati fisiologici di fame e di sazietà”.

L’alimentazione rappresenta:
  • un aspetto essenziale della cura del bambino;
  • uno dei momenti di interazione caregiver-bambino più precoci e importanti;
  • soddisfazione e rassicurazione per i genitori;
  • intensa preoccupazione se ci sono difficoltà in tale ambito.

L’adeguata alimentazione dipende da un buon livello di interazione tra lo stato di funzionamento fisiologico e delle relazioni  durante i primi anni dello sviluppo. Una disregolazione fra lo stato di funzionamento fisiologico e delle relazioni,  o soltanto in una delle due aree, può causare delle problematiche del bambino.
1)    Anoressia nervosa
2)    Bulimia Nervosa
3)    Disturbo Emozionale con Evitamento del Cibo
4)    Alimentazione Selettiva
5)    Alimentazione Restrittiva
6)    Rifiuto del Cibo
7)    Paura o Fobia Specifica con evitamento del cibo (inclusa disfagia funzionale)
8)    Sindrome da Rifiuto Pervasivo
9)    Perdita dell’Appetito Secondaria a Depressione

1. L'ANORESSIA NERVOSA
L’anoressia nervosa si può presentare nei bambini a partire dagli 8 anni e si caratterizza per il tentativo di perdere peso o di evitare l’aumento di peso tramite l’evitamento o la restrizione dell’assunzione di cibo, il vomito auto-indotto, ed altri comportamenti. Nel rifiutare il cibo i bambini possono sentire la paura di ingrassare, la presenza di una sensazione di pienezza e dolori all’addome.
 
Per perdere peso il bambino potrebbe iniziare attività sportiva in modo eccessivo arrivando ad allenarsi di nascosto dai genitori o di notte. Spesso il bambino ha pensieri e preoccupazioni riguardanti il suo peso e la forma del corpo, ed è profondamente insoddisfatto del proprio aspetto corporeo.

2. LA BULIMIA NERVOSA
La Bulimia Nervosa compare durante la prima adolescenza e si caratterizza per la presenza di abbuffate che vengono sperimentate come incontrollabili. Di solito per evitare l’aumento di peso bambini e adolescenti utilizzano il vomito auto-indotto. Anche in questo caso la caratteristica centrale del disturbo è la preoccupazione per il peso e la forma del corpo che alimenta il tentativo di evitare l’aumento di peso.

3. IL DISTURBO EMOZIONALE CON EVITAMENTO DEL CIBO
E’ una condizione intermedia tra l’anoressia nervosa e un disturbo emotivo infantile, ma non sono presenti preoccupazioni riguardo al peso e alla forma del corpo. I bambini presentano un disturbo dell’umore che si manifesta come una lieve depressione o un’ansia generalizzata e sembra che imparino a esprimere le difficoltà emotive attraverso il corpo all’interno dell’ambiente familiare.

4. ALIMENTAZIONE SELETTIVA
Con la denominazione "Alimentazione Selettiva" si descrivono i bambini che limitano la loro alimentazione a una gamma ristretta di cibi preferiti; mangiano cinque o sei cibi differenti, spesso carboidrati come pane, patate fritte o biscotti. Quando il genitore tenta di ampliare la gamma di cibi il bambino reagisce con ansia e disgusto e può manifestare sforzi di vomito. Molti bambini possono rifiutare il cibo in base a caratteristiche sensoriali come il gusto, l’odore o il colore e la richiesta d’aiuto è dovuta all’impatto che il disturbo ha sul funzionamento sociale del ragazzino, come feste di compleanno, gite scolastiche e/o cene di classe.
 
Questi bambini presentano un peso ed un’altezza adeguati all’età e non presentano preoccupazioni per il peso o la forma del corpo. Presentano una lunga storia di selettività riguardo all’alimentazione. Nella maggior parte dei casi il bisogno di adeguarsi al gruppo in adolescenza porta a una risoluzione spontanea del problema.

5. ALIMENTAZIONE RESTRITTIVA
I bambini con Alimentazione Restrittiva tendono a non mangiare grandi quantità di cibo; fisicamente sono magri, ma rientrano nella norma. Presentano un comportamento alimentare normale e mangiano cibi di vario tipo, semplicemente sembrano non avere grande appetito e non provare particolare interesse nei confronti del cibo. Non sono presenti preoccupazioni relative al peso o alla forma del corpo.
 
Se lo sviluppo procede in modo adeguato non vi è motivo di preoccuparsi. Potrebbero presentarsi difficoltà con l’inizio della pubertà a causa della maggior richiesta di energie da parte del corpo; in questo caso può essere utile fornire consigli dietetici e incoraggiare l’assunzione di cibi ricchi di calorie e integratori energetici.

6. IL RIFIUTO DEL CIBO
I bambini con questo disturbo si rifiutano di mangiare in specifiche situazioni o in presenza di determinate persone, ad esempio potrebbero rifiutarsi di mangiare a scuola ma mangiare normalmente a casa, oppure se i genitori sono separati potrebbero mangiare quando sono con la madre e rifiutarsi con il padre, e viceversa. Non vi sono preoccupazioni riguardo al peso o alla forma del corpo ma potrebbe esserci una condizione di tristezza o di preoccupazione generale.

7. PAURA O FOBIA SPECIFICA CON EVITAMENTO DELL’ALIMENTAZIONE (INCLUSA DISFAGIA FUNZIONALE ossia PAURA DI DEGLUTIRE O SOFFOCARE)
Questo disturbo si manifesta con la paura di deglutire o di soffocare che porta il bambino a evitare certi tipi di cibi. Spesso è possibile individuare l’evento che ha scatenato questa fobia: un episodio in cui un pezzo di cibo è andato di traverso al bambino, episodi di diarrea e vomito in pubblico nei quali si è sporcato di fronte ad altre persone, un abuso, un avvelenamento alimentare. Questi bambini non presentano preoccupazioni per il peso o la forma del corpo ma possono essere sottopeso a causa della loro paura di mangiare normalmente.

8. SINDROME DEL RIFIUTO PERVASIVO
I bambini con Sindrome del Rifiuto Pervasivo sono generalmente sottopeso e spesso sono disidratati, rifiutano categoricamente di mangiare e di bere, così come tutte le attività quotidiane. Questa condizione è considerata come una forma estrema di disturbo post-traumatico da stress. Si tratta di un problema raro ma è una minaccia per la vita del bambino che ne è affetto ed è necessario il ricovero ospedaliero.

9. PERDITA DI APPETITO SECONDARIA A DEPRESSIONE
La Perdita di Appetito Secondaria a Depressione non costituisce un disturbo a sé stante, ma è un sintomo secondario al calo del tono dell’umore. È importante distinguere un disturbo depressivo da un disturbo dell’alimentazione. Le caratteristiche principali dell’anoressia, quali preoccupazioni per il peso e la forma del corpo, distorsione dell’immagine corporea ed evitamento del cibo, sono assenti nei bambini con depressione.
 
Se invece è presente una storia di scarsa alimentazione e perdita di peso in combinazione ad una modificazione del tono dell’umore e del comportamento è possibile individuare la presenza di un disturbo alimentare. Vi è indubbiamente un’associazione fra l’insorgenza dell’anoressia nervosa nell’infanzia e la depressione (Lask e Bryant-Waugh, 2013).

OBESITÀ IN ETÀ EVOLUTIVA

L'obesità può essere definita come un eccesso di tessuto adiposo in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute (malattie cardiovascolari, pressione alta, diabete, ipercolesterolemia). L'obesità risulta essere il disordine nutrizionale più frequente nei paesi sviluppati ed è certamente uno dei problemi più frequenti in età evolutiva.

Quali rischi corrono i bambini obesi?
 
Un bambino obeso è statisticamente più esposto a problemi di salute. L'obesità è responsabile del 57% dei casi di diabete tipo 2, del 33% dei casi di calcolosi biliare e del 19% dei casi di patologie cardiovascolari.
 
Una forte associazione è stata osservata tra il grave sovrappeso ed ipertensione, dislipidemie, diverse forme di tumore, malattie respiratorie ed altre patologie sistemiche.
 
L'adulto che è obeso fin dall'età evolutiva avrà un maggior rischio di mortalità rispetto ad un suo pari che non era obeso quando era bambino.

Inoltre nel contesto culturale dei paesi occidentali il bambino obeso può sviluppare un disagio psicologico che può contribuire all'instaurarsi di un Disturbo del Comportamento Alimentare (è stato stimato che in età evolutiva i D.C.A. siano presenti per il 3-5%).

Le ricerche recenti mettono infatti in evidenza la stretta relazione che intercorre tra bassa autostima ed eccesso di peso nei bambini obesi. Questi studi dimostrano quanto e come l’obesità non sia soltanto un fattore fisico e metabolico, ma quanto profondamente l’emotività giochi un ruolo fondamentale nell’insorgere di disturbi alimentari, e quanto un’infanzia serena e il sentirsi amati e stimati dai genitori siano determinanti.
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