Ansia - Centro Ceral

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COS'E' L'ANSIA

La parola “ansia” proviene dal latino anxia in riferimento al verbo angere (stringere, soffocare).
Con il termine Ansia si identificano complesse e variegate  reazioni emotive che sopraggiungono come conseguenza dell’esposizione ad uno stimolo che produce aspettative negative nella persona.
Lo stato di ansia accresce nella condizione in cui  tale stimolo viene valutato come pericoloso, prossimo e grave. Viceversa tale condizione si riduce quando ci si sente in grado di  gestire la situazione. L’Ansia  viene considerata come reazione emotiva adeguata se scatenata da una minaccia reale e svanisce con la scomparsa del pericolo reale. Essa ha la funzione di predisporre all’azione, migliora la qualità della prestazione fino ad un livello ottimale anche se, viceversa, oltre un certo limite, può influire negativamente sulle capacità di affrontare la situazione fino ad indurre uno stato di “paralisi”.
In particolare, l’ansia scaturisce da  un meccanismo fisiologico definito “attacco-fuga”, il programma genetico di comportamento indotto da un pericolo imminente; il battito cardiaco accelera, infondendo più sangue al cervello e ai muscoli; la respirazione più rapida e profonda, procura maggior ossigeno al corpo; la sudorazione aumenta, raffreddando il corpo e rendendolo viscido difficile da afferrare; molti muscoli si irrigidiscono, predisponendo un’azione immediata, vigorosa, vigile e attenta. In altre parole, siamo in condizione di affrontare la minaccia con l’eliminazione diretta del pericolo (attacco) o con l’allontanamento (fuga).

SE L’ANSIA COSTITUISCE UNA RISPOSTA ADATTIVA QUAND’È CHE DIVENTA PATOLOGICA?

Le reazioni d’ansia si scatenano in varie situazioni nelle quali la fonte di pericolo non può essere affrontata con una reazione di attacco o fuga. Ad esempio un esame, una prestazione pubblica in ambito scolastico, sportivo o lavorativo richiedono complesse abilità cognitive, emotive, sociali e comunicative ostacolate da ansia eccessiva. La reazione d’ansia diventa disfunzionale nelle condizioni in cui  il livello d’intensità raggiunto è sproporzionato rispetto all’entità della minaccia e quando un reale pericolo è scomparso. In queste circostanze, l’ansia costituisce una reazione inappropriata Si verifica un’attivazione emotiva eccessiva in termini di frequenza con cui si verifica, d’intensità con cui si manifesta e di durata.

ANSIA, PAURA, FOBIA E PANICO: DIFFERENZE

Di fronte ad un pericolo obiettivo la reazione emotiva che assale l’individuo viene definita paura; viceversa se l’evento non lo è, la reazione emotiva viene definita ansia. Con il termine  fobia si intende una paura esagerata rispetto all’entità della situazione. Le capacità di controllo volontario vengono meno. Tale percezione induce  ad un evitamento sistematico della situazione con conseguente disagio per il soggetto.

Per panico si intende una paura improvvisa, intensa e opprimente seguita da tentativi di garantirsi la sicurezza. Assume la caratteristica della crisi di terrore acuto, caratterizzato da sintomi di natura fisiologica, cognitiva e motoria di elevata intensità ad insorgenza rapida ed improvvisa.

Criteri diagnostici dei Disturbi d’Ansia del nuovo Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali DSM-5 (quinta edizione, 2014 )
 
  • Disturbo d’Ansia da Separazione
  • Mutismo Selettivo
  • Fobia Specifica (animali, ambiente naturale, sangue..)
  • Disturbo d’Ansia Sociale (Fobia Sociale)
  • Disturbo di Panico (Attacco di Panico)
  • Agorafobia
  • Disturbo d'Ansia Generalizzato
  • Disturbo d’Ansia indotto da sostanze o farmaci
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