LE DISFLUENZE: tachilalia, tartagliamento e balbuzie.
A cura della Dott.ssa Anna Maria Sambuci
Almeno una volta ognuno di noi ha provato sulla propria pelle una difficoltà di fluenza o “Disfluenza”.
Le alterazioni dell’eloquio, come ripetizioni, troncature, intercisioni che stravolgono il ritmo, la velocità e la fluenza della lingua parlata, provocano disagio sia al soggetto che parla che all’ascoltatore, poiché richiamano l’attenzione sul modo di parlare piuttosto che sul contenuto del discorso.
E’ molto frequente incontrare soggetti tachilalici, quelli che nell’ansia di finire il discorso si “mangiano le parole”. Un po’ meno frequenti i tartagliatori, che sono una evoluzione peggiorativa dei tachilalici, cioè coloro che oltre a “mangiarsi le parole” a volte si inceppano, alterando così anche il ritmo dell’eloquio.
Il fenomeno senza dubbio più conosciuto è la balbuzie, caratterizzata da un insieme di alterazioni nella velocità, nel ritmo e nella fluenza dell’espressione verbale.
Varie teorie sulle cause si sono diffuse nel tempo e mai nessuna è stata categoricamente negata o riconosciuta.
Di conseguenza anche gli approcci terapeutici sono molteplici e si riferiscono alle diverse teorie etiologiche: organiche, genetiche, psicologiche.
I sintomi sono variabili nell’età, nel tempo e nelle caratteristiche espressive anche nello stesso soggetto.
Molto spesso il problema può condizionare tutta l’esistenza. Ogni scelta corre il rischio di essere valutata non in base a motivazioni reali bensì in rapporto alla necessità di dover parlare.
Dal punto di vista diagnostico il logopedista analizza il comportamento disfluente e lo stato emotivo del balbuziente e, di conseguenza, propone un percorso terapeutico personalizzato, avvalendosi anche della collaborazione di altri specialisti.
E’ ormai appurato che i tempi di insorgenza di tale disturbo si focalizzano intorno ai 2 – 3 anni, 6 anni, adolescenza.
Intorno ai due o tre anni può comparire una “balbuzie fisiologica”, la quale è determinata dall’aumento del lessico (parole) a conoscenza del bambino che lo porta a “stentare” nella produzione perché molto concentrato sulla ricerca della “parola giusta”.
Non è un dato certo come tale sintomo può evolvere ma è altresì consigliabile prevenire anziché curare.
Anche in un caso di balbuzie fisiologica è opportuno avvalersi di una consulenza specialistica, che sostenga i genitori nel comportamento adeguato da tenere.
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