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L’INIZIO DELLA SCUOLA: UN MOMENTO IMPORTANTE DA CONDIVIDERE A cura della Dott.ssa Anna M. Sambuci, logopedista. |
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L’inizio della scuola è la prima tappa importante nella vita sociale di ognuno di noi e come tale ci rinnova ogni anno tante emozioni, non più come protagonisti, magari, ma anche come genitori o come nonni. Viene affrontato carico di aspettative, ansie, curiosità e timori che però non sono uguali per tutti. Pensiamo ad un bambino di tre anni all’entrata della scuola dell’infanzia. Probabilmente, per la prima volta nella sua vita, egli si troverà direttamente a confronto con tanti altri piccoli esseri proprio della sua grandezza, vestiti tutti uguali, in un ambiente completamente sconosciuto, con due adulti, gli insegnanti, che non conosce minimamente. Come si sentirà ? Quale reazione ci dobbiamo aspettare ? Quale sarà la risposta al saluto della mamma che dopo qualche istante se ne va ? Lo psicologo Bowlby, un grande studioso americano dei meccanismi affettivi e cognitivi che regolano l’attaccamento infantile e quello adulto dice: “ Un ambiente accettante e incoraggiante riduce la tendenza a preoccuparsi eccessivamente quando bisogna agire, reagire ed esplorare. Gli effetti benefici dell’attaccamento vengono interiorizzati nel corso dei primi anni di vita”. ( Bowlby 1989,p 29 ) In base a queste affermazioni possiamo quindi dire che se il bambino ha sviluppato un attaccamento sicuro ed ha fiducia nella comprensione e nell’aiuto che il genitore gli darà in caso di difficoltà, dopo un normale e fisiologico vissuto di disagio, resterà a scuola senza più piangere, salutando la madre e facendole le feste quando torna a prenderlo. Il bambino che invece dubita dell’aiuto del genitore sarà più incline all’angoscia e poco disponibile all’esplorazione e all’azione poiché il distacco gli provoca ansia. Molto spesso questo disagio inspiegabile si trasforma in “mal di pancia o mal di testa” e proprio perché può essere la somatizzazione di un malessere interiore non va mai sminuito di fronte al bambino che, a modo suo, ci sta chiedendo aiuto. Ci sono poi molti bambini che all’inizio della scuola non hanno ancora raggiunto uno sviluppo linguistico adeguato per una buona autonomia comunicativa. Per questi bambini l’assenza della mamma, che fino a quel momento ha avuto il ruolo di interprete nelle situazioni critiche, può lo stesso provocare un senso di frustrazione molto alto che può trasformarsi in aggressività. Non è raro trovare bambini che mordono i compagni apparentemente senza motivo, anche se fino ad allora non lo avevano mai fatto! Spesso poi l’inizio della scuola coincide con la nascita di un fratellino e allora l’ansia di separazione si carica anche di altri contenuti, relativi alla perdita del valore affettivo, del proprio posto all’interno del nucleo familiare che, fino a quel momento, lo aveva collocato al centro dell’attenzione. Il bambino in questo caso può sentirsi smarrito e provare delle paure che lo rendono inconsolabile. L’inizio della scuola primaria segna poi la seconda tappa della vita sociale. È qui che per la prima volta viene richiesto al bambino di dimostrare le sue abilità e per la prima volta viene messo a confronto con altri pari a lui. In questo momento le risposte dell’ambiente giocano un ruolo fondamentale nell’accogliere o negare il disagio che a volte si presenta. Le richieste degli insegnanti, normalmente dosate in modo graduale per favorire l’apprendimento della lettura e della scrittura, possono rivelarsi troppo veloci per quei bambini che scoprono solo in quel momento di avere una difficoltà. Potrebbe trattarsi solo di una difficoltà causata da una forte ansia da prestazione oppure di un disturbo specifico di apprendimento ma in ogni caso il senso di frustrazione di fronte all’impegno sostenuto sarà tale da compromettere la motivazione al compito. Le razioni del bambino saranno diverse naturalmente, anche in base al suo carattere, che si va formando, all’ambiente che lo circonda e alle sue capacità di comunicazione. In ogni caso l’abilità dei genitori, ed in questo caso anche degli insegnanti, nel cogliere ed interpretare correttamente i vari segnali sarà determinante per un proseguimento adeguato di quello che si preannuncia come un lungo cammino. Per approfondire questo argomento, che abbiamo qui appena accennato poiché la sua complessità è tale che una bibliografia notevole lo dimostra, vi suggeriamo la lettura di “La cattedra e il banco” di A. Ciucci Giuliani – ( Ed. Carrocci Faber )
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