|
Fino ad oggi genitori e insegnanti
si sono preoccupati prevalentemente degli aspetti della sessualità
“negativa” come il rischio delle malattie infettive o di gravidanze
indesiderate, lasciando da parte, purtroppo, tutti quegli aspetti emotivi
che caratterizzano la relazione intima. Nella relazione fra adolescenti
esistono diversi gradi di coinvolgimento e fino a quando la qualità
dell’interesse è molto superficiale, i ragazzi e le ragazze non si
preoccupano degli esiti della comunicazione. Quando, però, si trovano di
fronte alla complessità delle loro emozioni, il contesto interattivo cambia
completamente. E’ proprio questo cambio di livello a determinare il
contatto fisico all’interno della relazione.
L’intimità fisica è uno spazio molto
importante per i soggetti coinvolti nell’interazione, il solo contesto che,
attraverso l’espressione dei propri sentimenti, consente di arrivare a una
conoscenza più profonda dell’altro.
Gli adolescenti sono chiamati,
dunque, a risolvere un compito estremamente complesso e i genitori a
seguirne lo svolgimento: da un lato, infatti, i ragazzi sono chiamati ad
accettare le nuove sensazioni genitali e a saper godere dell’esperienza
sessuale, dall’altra devono imparare a controllare i propri impulsi, a
integrarli in una relazione affettiva rispettosa delle esigenze del partner,
a valutare le conseguenze del proprio comportamento sia sul piano
relazionale che riproduttivo.
Uno degli argomenti più scottanti, a
questo proposito, è quello relativo alla prima volta. L’età di inizio
dell’attività sessuale è molto diversa in relazione al genere, al tipo di
scuola frequentata, ai modelli del gruppo dei pari e, comunque, presenta una
forte variabilità individuale. Fare riferimento a un’astratta età media di
iniziazione alla sessualità appare quindi di scarsa utilità. Diciamo, però,
che un’attività sessuale precoce comporta rischi legati soprattutto
all’insufficiente sviluppo delle competenze sociali ed emotive necessarie
per viver positivamente e in modo paritario la relazione sessuale.
Le capacità necessarie per
impegnarsi in una attività sessuale non rischiosa a livello psicologico sono
numerose ed hanno notevoli ricadute sul piano fisico. Esse consistono
principalmente nel sapere:
-
entrare in relazione in modo non dipendente né
violento;
-
riconoscere tentativi di manipolazione e
opporvisi;
-
usare strategie di negoziazione interpersonale
anche in contesti di forte emotività;
-
comprendere e valutare le conseguenze del proprio
comportamento.
In assenza di tali competenze, la
qualità della relazione affettiva ed emotiva con il partner può essere
scadente, l’attività sessuale può avvenire in condizioni di disparità, come
conseguenza di pressioni o manipolazioni, può discendere più dal timore di
un rifiuto che non da una scelta autonoma, può non contribuire allo sviluppo
dell’identità sessuale e non costituire un momento di crescita
dell’autonomia e di promozione del benessere dell’adolescente.
L’attività sessuale iniziata prima
che l’adolescente abbia sviluppato le capacità cognitive e relazionali
necessarie per stabilire una relazione paritaria e coinvolgente con il
partner, avrebbe maggiori possibilità di proseguire allo stesso modo anche
nell’età adulta.”
|