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COME RICONOSCERE PRECOCEMENTE UN DISTURBO DI LINGUAGGIO A cura della Dott.ssa Sandra Falzone, logopedista |
Pur considerando l’enorme variabilità nello sviluppo adeguato del linguaggio, alcuni segnali di rischio sono evidenziabili molto precocemente:
1) Assenza della lallazione (dai 5-7 mesi ai 9-10 mesi)
6-7 mesi vocalizzazioni di tipo consonante + vocale: pa, da, ba;
9-10 mesi le combinazioni diventano più elaborate.
2) Assenza di utilizzazione dei gesti deittici e referenziali (12-14 mesi)
Gesti deittici alla fine del 1° anno di vita:
a) mostrare: il bambino tende l’oggetto verso l’adulto, del quale vuole attirare l’attenzione.
b) dare: il bambino lascia andare un oggetto nelle mani di un adulto.
c) indicare: Il bambino indica con il braccio teso e/o con l’indice puntato in una certa direzione guardando alternativamente l’oggetto e l’adulto.
Gesti referenziali a partire dai 12 mesi:
Il bambino dimostra attraverso alcuni gesti come ad esempio “ciao, non c’è più, ecc.” di usare la gestualità per comunicare situazioni reali.
3) Mancanza di “schemi d’azione con gli oggetti” (12 mesi)
es.: utilizzare il cucchiaino per mangiare.
4) Assente o ridotta presenza del “gioco simbolico” (24-30 mesi)
es.: giocare a far finta di…
5) Vocabolario ridotto (minore di 20 parole a 18 mesi, minore di 50 parole a 24 mesi)
6) Ritardo della combinazione gesto-parola (dopo i 12 mesi)
es.: il bambino dice “da” mentre indica la palla.
7) Ritardo della comprensione di ordini dati al bambino non troppo contestualizzati (24-30 mesi)
es.: stando in cucina si chiede al bambino di andare a prendere il sapone in bagno.
8) Persistere di espressioni verbali incomprensibili dopo i 2½-3 anni
Tutti questi segnali sono da valutare attentamente soprattutto se sono contemporaneamente presenti due o più indicatori di rischio.
I disturbi di linguaggio possono presentarsi (cioè si accompagnano o sono presenti in quadri sindromici specifici) con ritardo cognitivo, disprassia, ipoacusia di vario grado.
Ma ci sono bambini che pur non avendo alcun problema né di tipo funzionale né nell’area cognitiva o emotiva – relazionale, presentano un “disturbo specifico” di linguaggio.
Nel linguaggio del bambino si evidenzia un disordine fonologico, cioè l’incapacità di:
Le cause del “Disturbo Specifico di Linguaggio” si stanno a tutt’oggi ricercando ma molta importanza riveste la familiarità e le otiti ricorrenti o fluttuanti. Se il bambino soffre di otiti sin dal primo o secondo anno di vita anche un abbassamento della soglia uditiva di soli 20/30 decibel, può provocare un disturbo di decodifica e percezione dei “suoni” della lingua e quindi un “Disturbo Fonologico”. Purtroppo non basta rimuovere le cause del problema perchè il ripristino di una funzione uditiva adeguata non guarisce il disturbo di linguaggio. Il bambino va aiutato con delle terapie logopediche individuali e/o di gruppo.
Il nostro lavoro prevede diversi momenti in cui il bambino si “allena” a:
Il Disturbo
di Linguaggio va affrontato per evitare che il bambino vada incontro ad un’altra
disabilità evolutiva come la “Dislessia” e la “Disortografia” che ostacolano la
rapidità e la correttezza nella lettura e nella scrittura.![]()
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