CERAL - LA PAURA DI AVERE PAURA : L'ATTACCO DI PANICO
LA PAURA DI AVERE PAURA : L'ATTACCO DI PANICO
LA PAURA DI AVERE PAURA : L'ATTACCO DI PANICO
Tachicardia, sudorazione improvvisa, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano un attacco di panico.
Il primo Attacco di Panico è generalmente inaspettato, cioè si manifesta "a ciel sereno", per cui la persona si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso.
Pur presentandosi anche in forma attenuata (2-3 sintomi) o con sintomi isolati, l'Attacco di panico completo è definito dalla presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi: * sudorazione
* mancanza di respiro o sensazione di soffocamento
* palpitazioni cardiache
* dolore o senso di oppressione al torace
* sensazione di svenimento, instabilità, testa leggera, vertigini
* tremori
* formicolii o intorpidimento degli arti
* vampate di calore o brividi
* nausea o dolore allo stomaco
* senso di estraneità nei confronti della realtà (derealizzazione) o del proprio corpo (depersonalizzazione)
* paura di morire, di impazzire, di perdere il controllo sulle proprie idee o azioni.
Il singolo episodio può sfociare facilmente in un vero e proprio Disturbo di panico, che secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV), è inquadrabile in un disturbo d'ansia, che consiste nella presenza di Attacchi di Panico ricorrenti, inaspettati, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro Attacco di Panico.
La paura di un nuovo attacco, infatti, diventa immediatamente forte e dominante ed è facile che si sviluppino comportamenti di evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene che possono determinare una vera e propria Agorafobia, ovvero l'ansia relativa all'essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.
Diventa così quasi impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l'auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.
La persona diviene schiava del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarla mai sola e ad accompagnarla ovunque.
La frequenza e la gravità degli Attacchi di Panico varia ampiamente. Ad esempio alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti (per es. una volta a settimana), che si manifestano regolarmente per mesi. Altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti (per es. quotidianamente per una settimana) intervallate da settimane o mesi senza attacchi o con attacchi meno frequenti (per es. due ogni mese) per molti anni.
Il Disturbo di Panico è un disturbo sempre più diffuso. In Italia ne soffre circa il 2,5% della popolazione e le donne si ammalano 2 volte più frequentemente degli uomini. La fascia d'età più colpita è quella tra i 15 e i 35 anni, ma non sono risparmiati neppure bambini e persone in età avanzata.
Le cause precise non sono chiare; sembra esserci un nesso con le più importanti fasi di transizione della vita che portano inevitabilmente una certa quantità di stress e ansia: gli esami scolastici e universitari, il matrimonio, il primo figlio, cambiare lavoro o posizione lavorativa, e così via, per cui non sono rare situazioni in cui l'esordio appare per esempio intorno ai 30 anni, intorno ai 40 anni eccetera.
Attualmente il trattamento del Disturbo di Panico può essere psicoterapeutico e farmacologico. I due approcci possono essere integrati.
La scelta del tipo di trattamento dipende dalle caratteristiche del quadro clinico della persona.
La terapia può portare miglioramenti significativi nel 70-90% dei casi; intervenire precocemente aumenta la possibilità di bloccare la progressione del disturbo agli stadi successivi in cui si sviluppa l'agorafobia.