Ceral - LA PERSONALITA' E I SUOI DISTURBI

CERAL - LA PERSONALITA' E I SUOI DISTURBI

LA PERSONALITA' E I SUOI DISTURBI

Il termine personalità deriva dal latino persona, cioè maschera, oggetto indossato dagli attori antichi, che recitavano nei grandi anfiteatri, per farsi sentire da tutto il pubblico.
Parlando attraverso (per-) la piccola apertura ad imbuto della maschera, riuscivano infatti a diffondere meglio il suono (sona-) della loro voce.

Etimologicamente, dunque, per personalità si intende l’amplificazione delle caratteristiche individuali del personaggio rappresentato dall’attore, così che il pubblico possa aspettarsi determinati comportamenti e atteggiamenti da lui.

Questo significato è in parte rimasto nell’uso corrente del termine, spesso con una connotazione negativa o per sottolineare il “carisma”, cioè le capacità di adattamento e affermazione sociale, di un individuo. Espressioni come “un uomo senza personalità” o “una personalità spiccata” appartengono infatti al gergo comune.

Con il tempo, il concetto di personalità ha perso la sua connotazione di apparenza per rappresentare non tanto la maschera, quanto la persona reale con le sue più profonde caratteristiche.

Oggi, il termine personalità indica una modalità strutturata di pensiero, sentimento e comportamento che caratterizza il tipo di adattamento e lo stile di vita di un soggetto e che risulta contemporaneamente da fattori genetici, dello sviluppo e dell’esperienza sociale.

Per molti anni la psichiatria ha descritto la personalità come una categoria chiusa, stabile e immutabile. Attualmente, invece, si tende a studiare il concetto di personalità in relazione alle sue possibilità trasformative in risposta a eventi esterni specifici, al modo in cui l’individuo li affronta, alle diverse fasi della vita o di un percorso terapeutico.

Nella primissima infanzia il bambino manifesta un’ampia gamma di modalità comportamentali, volte a comunicare i suoi bisogni o a esprimere gli affetti. Anche se in parte derivate dalla disposizione costituzionale, con il passare del tempo e grazie all’influenza esercitata dalle risposte ambientali, tali modalità diventano sempre più strutturate, specifiche e selettive.

Si può dunque affermare che lo sviluppo psico-biologico, il contesto psicoaffettivo e l’ambiente socio-culturale contribuiscono alla formazione di una serie di tratti di personalità profondamente impressi e tendenzialmente stabili.

I tratti della personalità sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di sé stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. Solo quando tali tratti appaiono rigidi, non adattativi e causano una significativa compromissione del funzionamento sociale o lavorativo, oppure una sofferenza soggettiva, costituiscono i cosiddetti disturbi di personalità .

Un disturbo della personalità viene dunque diagnosticato solo se i tratti presentati dall’individuo interferiscono significativamente con il suo funzionamento sociale.

I disturbi della personalità possono dunque essere visti come esagerazioni o distorsioni di tratti sottostanti, al punto che il comportamento che ne consegue diventa rigido e fonte di disadattamento.

Gli esperti distinguono i disturbi della personalità in tre gruppi. Il gruppo A include i disturbi di personalità paranoide, schizoide e schizotipico, caratterizzati da  atteggiamenti diffidenti, distaccati o eccentrici.

Il gruppo B include i disturbi di personalità antisociale, borderline, istrionico e narcisistico.
Gli individui con queste caratteristiche appaiono imprevedibili, inaffidabili, impulsivi. Infine il gruppo C include i disturbi di personalità evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo. Gli individui appartenenti a questo sottogruppo appaiono paurosi, inibiti, perfezionisti.

Spesso i soggetti che rientrano in tali categorie non sono consapevoli del loro disturbo, malgrado le reazioni e le lamentale di parenti ed amici.

Altre volte attribuiscono correttamente le conseguenze sul piano affettivo e sociale del loro comportamento al proprio modo di funzionare a livello cognitivo, emotivo e relazionale. In ogni caso i disturbi di personalità sono fonte di sofferenza e fatica a vivere.

La psicoterapia individuale e, a seconda del disturbo e del soggetto, anche quella di gruppo, possono favorire il riconoscimento, la comprensione e la modificazione dei comportamenti disfunzionali.

Generalmente l’irrigidimento dei tratti di personalità è una conseguenza del bisogno dell’individuo di difendersi per facilitare il proprio adattamento al mondo esterno.

Comprendere perché è stato necessario adottare così massicciamente tali difese e mettere in luce che esse, con il tempo, hanno perso la loro funzione protettiva e possono essere modificate con alternative più funzionali, può contribuire alla modificazione dei tratti di personalità più rigidi e patologici, nonché al miglioramento della qualità della vita.