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AREA CLINICA > Psicologia : Disturbi età adulta
DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ

Il Disturbo Borderline Di Personalità (DBP) è caratterizzato da:
  • repentini cambiamenti di umore
  • instabilità dei comportamenti e delle relazioni con gli altri
  • marcata impulsività
  • difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri.

Questi elementi, rinforzandosi reciprocamente, generano notevole sofferenza e comportamenti problematici. Ne consegue che chi soffre di questo disturbo, pur essendo dotato di molte risorse personali e sociali, realizza con difficoltà i propri obiettivi.
Tra i disturbi di personalità, il disturbo borderline, è quello che, più comunemente, giunge all’osservazione clinica. Colpisce il 2% della popolazione, il sesso femminile più spesso. L’esordio può avvenire in adolescenza o nella prima età adulta.

MANIFESTAZIONI CLINICHE
  • Tra le principali caratteristiche del disturbo borderline figura l’instabilità emotiva. Tale condizione si manifesta con repentini e marcati cambiamenti di umore; ad esempio, possono oscillare rapidamente tra sentimenti di serenità e a quelli di forte tristezza; tra rabbia intensa e senso di colpa. Emozioni contrastanti, a volte, sono presenti simultaneamente, tanto da creare stato di caos nella persona e nelle persone vicine.
  • Questo tipo di  “tempesta emotiva” può scatenarsi specialmente in risposta ad eventi relazionali vissuti come spiacevoli, come, ad esempio, un rifiuto, una banale critica o una disattenzione altrui. Il tipo di reazione emotiva di chi soffre di questo disturbo (vulnerabilità emotiva), è molto più sollecita, marcata e duratura rispetto a quella di altre persone, di conseguenza, la  gestione delle proprie emozioni risulta più difficile (disregolazione emotiva).
  • Le persone con disturbo borderline, nel tentativo di controllare i propri eccessi emotivi, agiscono impulsivamente, senza riflettere. L’impulsività si può manifestare con litigi violenti fino alla rissa, esplosioni di rabbia, abuso di sostanze, abbuffate di cibo, promiscuità sessuale, gioco d’azzardo, spese sconsiderate.
  • Inoltre, possono essere presenti, a volte anche frequentemente, atti autolesivi (es. procurarsi delle bruciature con dei mozziconi di sigaretta, dei tagli sul corpo con delle lamette o ingerire dosi eccessive di psicofarmaci) o tentativi di suicidio.
  • La difficoltà a riflettere sulle proprie esperienze sui propri stati d’animo e sui propri rapporti interpersonali in modo coerente e lineare, rappresenta un’altra caratteristica importante di chi soffre questo disturbo.
  • In queste persone, le conversazioni, appaiono in generalmente ricche di episodi, di personaggi e di scene, ma carenti di un chiaro filo conduttore. In altri circostanze, invece, sembra che raccontino “tutto ed il contrario di tutto”: la loro prospettiva su se stessi o su altre persone appare contraddittoria.
  • I soggetti con disturbo borderline presentano, inoltre, relazioni con gli altri intense e coinvolgenti, estremamente tumultuose, instabili e caotiche. Non presentano vie di mezzo, “tutto o nulla”, per cui passano velocemente dall’idealizzazione dell’altro alla svalutazione (es. possono categorizzare il genere umano in “tutti buoni” e “tutti cattivi”). I loro rapporti maturano inizialmente con l’idea che il partner o l’amico, sia perfetto, disponibile, protettivo, affidabile, buono. Purtroppo, però, è sufficiente che l’altro compia un errore, muova una critica o ponga una disattenzione, per essere, poi, catalogato rapidamente all’opposto come disonesto, malevolo, minaccioso, ingannevole.  Frequentemente, nella mente del soggetto borderline, le immagini dell’altro, “buona” e “cattiva,” sono presenti simultaneamente con aggiunta di ulteriore confusione.
  • Queste difficoltà incidono gravemente sull’autostima di queste persone che possono percepirsi , allo stesso tempo, come sbagliati e fragili. Convinzioni su se stessi come “Non valgo proprio niente!”, “Sono privo di inconsistenza!”, “Sono tremendo!”, compaiono di frequente nei loro pensieri. Possono trascorrere molto tempo a tentare di correggere questi “presunti” difetti, rivolgendosi con severità a se stessi e pretendendo da se stessi cambiamenti improbabili: intraprendere questa battaglia, persa in partenza, conferma loro l’iniziale percezione di sé di essere sbagliati.
  • In questa condizione, l’altro può essere sentito giudicante e nemico dal quale difendersi. Questi sono momenti di fragilità, possono percepirsi come troppo feribili ed esposte, senza alcuna possibilità di difesa e di aiuto.
  • Soprattutto in condizioni di stress, possono manifestare degli episodi di ideazione paranoide sviluppando convinzioni che gli altri siano malintenzionati e ostili nei loro confronti. In alcuni casi possono rispondere allo stress con crisi dissociative durante le quali possono perdere, transitoriamente, le proprie capacità critiche ed il senso di sé. L’emozione dominante, in questi casi, è la paura, alla quale spesso si associa una percezione di profonda solitudine e di abbandono da parte degli altri.
  • Alcune volte si sottraggono alle forti pressioni a cui si sentono sottoposti distaccandosi del tutto da ogni situazione e persona, entrando, così, in uno stato di vuoto profondo nel quale avvertono una dolorosa mancanza di obiettivi personali. Questa circostanza è una condizione emotiva molto pericolosa poiché sono frequenti le tendenze all’azione: abbuffate di cibo, atti autolesivi, abuso di sostanze stupefacenti e tentativi di suicidio.

CAUSE
 
Due aspetti interagiscono tra loro, potenziandosi reciprocamente, come fattori di rischio nell’insorgenza del disturbo borderline di personalità:
  • infanzia vissuta in un ambiente invalidante, nel quale si può essere stato esposti a svalutazioni sui propri stati mentali (convinzioni, emozioni e sensazioni fisiche), interazioni confuse ed inappropriate, espressività emotiva intense, scarsità di cure, maltrattamenti e abusi sessuali;
  • fattori genetico-temperamentali, i quali predisporrebbero il soggetto a sviluppare una disregolazione emotiva.

CONSEGUENZE
  • instabilità nei rapporti interpersonali
  • scarso rendimento lavorativo nonostante le capacità della persona
  • abuso di alcool e di droghe
  • ricorso ad atti autolesivi e suicidari.

TIPI DI TRATTAMENTO
Il disturbo borderline di personalità è tra i più studiati. Il trattamento raccomandato per la cura di questo disturbo è rappresentato dalla psicoterapia affiancata, eventualmente, dalla farmacoterapia.
Uno degli interventi più raccomandati è rappresentato dalla TERAPIA DIALETTICO-COMPORTAMENTALE (DBT) di Marsha Linehan ad orientamento cognitivo-comportamentale integrato.
Secondo questo approccio, la principale difficoltà di chi soffre di disturbo borderline si caratterizza nella difficoltà di gestione  delle proprie intense emozioni (disregolazione emotiva). Obiettivi specifici di questa terapia sono: riduzione degli eventuali comportamenti suicidari e dei comportamenti che interferiscono con la terapia e la qualità della vita della persona.
Questi fondamentali obiettivi, insieme alle modalità della cura e alle regole da rispettare, si definiscono dal terapeuta e dal paziente in un contratto terapeutico. Il trattamento prevede due ore a settimana di terapia individuale e incontri in gruppi di skills training e di mindfulness.
Un altro tipo di intervento molto utilizzato è la SCHEMA-FOCUSED THERAPY (SFT) di Jeffrey Young che integra l’approccio cognitivo-comportamentale con quelli basati sulle relazioni oggettuali e sulla Gestalt.
Secondo questo tipo di approccio, nel paziente borderline sarebbero ancora attivi schemi disadattavi precoci e inadeguate strategie di padroneggiamento delle problematiche da cui originerebbero altri specifici schemi (Bambino abbandonato, Bambino arrabbiato e impulsivo, Genitore punitivo). In particolare, questo tipo di terapia mira:
  • al cambiamento degli schemi disfunzionali ancora attivi
  • alla regolazione emotiva
  • allo sviluppo di sane relazioni interpersonali del paziente.

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