Comprensione del testo - Centro Ceral

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DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO

Il "Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali" - quinta edizione, DSM-5 uscito in Italia a marzo 2014, concepito con una modalità più funzionale per facilitare la diagnosi e per renderla più attendibile organizza i DSA in:
  • disturbi con compromissione della lettura,
  • disturbi con compromissione della scrittura,
  • disturbi con compromissione del calcolo.

Viene in parte "superata" la precedente suddivisione indicata nella Legge 170/2010 e nelle "Linee guida per il diritto allo studio degli allievi e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento" del 2011, che classificano sostanzialmente in quattro tipologie i disturbi specifici: la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.
Il nuovo manuale propone una suddivisione in aree di compromissione includendo nel disturbo di compromissione della lettura (identificato con il codice alfanumerico F81.0) difficoltà, quali:
  • accuratezza nella lettura delle parole;
  • velocità o fluenza della lettura;

comprensione del testo.
I bambini con DCT (Disturbo della Comprensione del Testo), comunemente chiamati “cattivi lettori”, hanno buone competenze dal punto di vista fonologico (decodifica), ma faticano nel comprendere ciò che leggono.

Gli studi che riguardano questo aspetto sono ancora pochi ma si è messo in evidenza che le aree di maggiore difficoltà riguardano processi cognitivi e metacognitivi:
  1. La capacità di fare inferenze
  2. La capacità di individuare gli elementi importanti nel testo e metterli in gerarchia
  3. La capacità di controllare il livello di  comprensione, individuando anomalie o incongruenze

DIAGNOSI

È molto difficile individuare uno studente con queste difficoltà poiché normalmente possiede buone competenze strumentali e quindi non viene segnalato dagli insegnanti. In realtà presenta difficoltà scolastiche diffuse, poiché la comprensione è trasversale a tutte le materie, ma ciò viene considerato semplicemente come incapacità. Si procede in ogni caso con:

1. Colloquio clinico- anamnestico
Durante il primo colloquio con i genitori il clinico raccoglie una lunga serie di dati relativi alla storia personale del bambino e i vari sintomi presentati, valuta fattori ambientali e familiari. Può essere molto utile, per avere un quadro più completo, un colloquio con gli insegnanti che possono fornire notizie sul comportamento e le reazioni emotive del bambino all’interno della classe, prima di formulare una sintesi diagnostica.

2.Ipotesi Diagnostiche e Indagine strumentale
Dai dati raccolti lo specialista potrà decidere come proseguire l’indagine strumentale.
Per valutare un’ipotesi di DCT si utilizzano prove a più livelli che in ogni caso comprendono la lettura di un brano per verificare la capacità di decodifica, la lettura di parole e non parole, la capacità di comprensione da ascolto e da lettura autonoma.

3.Sintesi diagnostica
In base al soddisfacimento o meno dei criteri del DSM-5 lo specialista stabilirà la presenza del disturbo e il successivo trattamento. Può essere opportuno, come previsto dalla normativa (legge 170/10), menzionare gli Strumenti Compensativi e Dispensativi consigliati per la scuola, secondo le linee guida del 12 luglio 2011.
La comprensione del testo  comporta numerosi processi e:
  • dalla lettura alla concettualizzazione del testo;
  • integrazione delle informazioni tratte dal testo con le conoscenze pregresse;
  • conservazione in memoria delle informazioni.

altri fattori:
  • velocità di lettura
  • accuratezza nella lettura
  • uso di strategie (vedi dopo)
  • motivazione
  • attenzione
  • competenze lessicali (vocabolario)
  • conoscenza dell’argomento
  • livello di difficoltà del testo
  • genere testuale (poesia, finzione, cronaca)

INTERVENTO
C’è una notevole variabilità nella popolazione clinica che presenta questo disturbo poiché una comprensione inadeguata può dipendere da problemi a livello linguistico, di abilità generali, di memoria, di decodifica, di rappresentazione della parola e naturalmente questo si riflette sulla difficoltà nel porre una diagnosi certa. È quindi estremamente importante, una volta stabilita la presenza del disturbo attuare un processo di recupero delle competenze che si sono dimostrate carenti. Il trattamento cambia naturalmente in base all’età del soggetto, alle componenti compromesse e alle ripercussioni sul comportamento che tali carenze hanno generato nel tempo.

Uso dei software in terapia
Durante l’intervento terapeutico con il bambino, presso il nostro studio, vengono utilizzati numerosi e aggiornati software. Questi strumenti, concepiti e realizzati in base alle più recenti ricerche scientifiche riguardanti i molteplici disturbi dell’età evolutiva, in ambito cognitivo e metacognitivo, del linguaggio, emotivo-relazionale e dell’apprendimento, hanno la caratteristica di:
  • velocizzare i processi di apprendimento del bambino
  • offrire un’ampia gamma di attività
  • implementare attività selezionate e mirate
  • aumentare l’attenzione
  • monitorare i progressi del bambino con parametri più precisi
  • rendere accattivanti, coinvolgenti e motivanti le attività
  • mantenere l’aspetto ludico della terapia attraverso le espressioni dei vari personaggi animati protagonisti dei giochi didattici
  • apprendere l’uso del computer

Obiettivi terapeutici da raggiungere:
  • atteggiamento metacognitivo legato alla comprensione
  • miglioramento della memoria di lavoro
  • miglioramento della capacità di fare inferenze
  • ampliamento delle capacità lessicali.
 
L’intervento cognitivo  prevede sempre un approccio metacognitivo poiché si basa sull’acquisizione della consapevolezza dei processi interiori, come l’attenzione, che avvengono durante l’esposizione ad uno stimolo.

Integrazione tra decodifica e comprensione: l’approccio metacognitivo
Con il termine  metacognizione s’intende la “riflessione sui processi cognitivi”, cioè la conoscenza da parte del bambino delle proprie attività cognitive ed il controllo che è in grado di esercitare su di esse. Nell’approccio metacognitivo l’obiettivo è riportare l’attenzione del bambino su:
  • Scopo della lettura;
  • Attivazione conoscenze pregresse;
  • Ricognizione di indici testuali: il bambino viene stimolato a leggere titolo, titoli dei paragrafi, soffermarsi sulle immagini, leggerne le didascalie e le parole in neretto (parolechiave).

Interventi abilitativi dei processi di comprensione del testo (vedi Disturbo della Comprensione del Testo)
Accade che i dislessici presentino difficoltà nella comprensione del testo scritto.
  • In alcuni casi il deficit risulta secondario allo sforzo di avviare il processo di transcodifica dalla scrittura al processo verbale e, dunque, tale deficit, non si osserva se il testo viene letto al bambino da altri.
  • In altri casi la difficoltà è presente in modo indipendente (primario).

Comprendere la lettura è la capacità di costruire una rappresentazione mentale del contenuto di un testo che implica le seguenti competenze:
  • selezionare le informazioni importanti;
  • integrare le informazioni con conoscenze precedenti;
  • formare una rappresentazione mentale coerente;
  • ruolo della memoria.

Training sul metodo di studio “Mappe Concettuali”
La mappa concettuale è una rappresentazione grafica di un’argomentazione che si intende comunicare ad altri. Tale metodologia rappresenta la modalità più efficace di apprendimento per i ragazzi con dislessia (non solo per loro!). L’uso delle mappe:
  • migliora l’esposizione orale;
  • "impone" la riflessione sulle proprie conoscenze;
  • insegna a correlare le idee e i dati a propria disposizione;
  • insegna a sforzarsi alla precisione e chiarezza nella comunicazione.
 
Vantaggi nello studio con il metodo delle mappe:
  • con la presenza di elementi visivi (frecce, clipart, parole con diversi colori) i processi di memoria si attivano;
  • una gestione personalizzata del sapere evitando di seguire il libro “a memoria”;
  • il materiale di studio già organizzato con il metodo delle mappe concettuali, permette di recuperare velocemente i concetti attraverso una scorsa rapida.
 
Stimolazione della lettura lessicale: tachistoscopio
 
E’ un software con presentazione rapida e temporizzata delle parole che permette l’impostazione dei parametri di esposizione sempre più brevi con un allenamento della strategia di lettura di tipo lessicale. Esso si basa sull’idea che:
  • tempi elevati di permanenza dello stimolo sullo schermo consentono al bambino di utilizzare per la lettura attraverso la via fonologica di lettura (lettura lettera per lettera della parola);
  • tempi più lunghi di permanenza dello stimolo sullo schermo consentono al bambino di utilizzare soltanto la via visiva di lettura (riconoscimento globale della parola).

Stimolazione della lettura lessicale: trattamento sublessicale
 
Il trattamento sublessicale incrementa la rapidità della lettura, senza comprometterne l’accuratezza. Si vanno a stimolare i processi emergenti nel passaggio tra lo stadio ortografico della lettura a quello lessicale per consolidare strategie di lettura che automatizzino l’identificazione globale delle sillabe..
Integrazione tra decodifica e comprensione: lettura a cloze
 
Si tratta di  un compito di lettura di brani basato sui processi di “anticipazione contestuale” che consentono al bambino di saltare (skipping) la lettura di alcune parole la cui presenza può essere inferita a partire dalla struttura sintatticosemantica della frase. Questa modalità di lettura nei bambini dislessici può risultare inefficace, in quanto la loro modalità di lettura si presenta come un “tirare a indovinare”. L’obiettivo è favorire le competenze di lettura a livello del testo con  l’impiego “ragionato” di strategie di anticipazione. Viene caricato  al computer il testo prescelto, il computer presenta le prime parole e in una “finestra”  le opzioni/suggerimenti (2 o più) tra i quali  il bambino deve scegliere; solo una corrisponde alla parola target, le altre sono distrattori. Viene richiesta al bambino una continua scelta della parola corretta a completare il testo, via via che avanza nella lettura.

Promuovere un atteggiamento attivo rispetto al testo
Assumere un atteggiamento attivo rispetto al testo da leggere significa non considerarlo come una “distesa di parole”. Il bambino deve affrontare i concetti con un atteggiamento critico come, ad esempio:
  • operare previsioni sul testo;
  • capire come i vari elementi interagiscono fra di loro; appuntare quelli più interessanti;
  • comprendere l’emozione che il testo ha provocato in se stesso.
 
Strategie per migliorare la comprensione.
Prima della lettura
  • Operare ipotesi sul testo:
  • che tipo di brano è, di quali argomenti potrebbe parlare, ciò che è avvenuto prima, ciò che è probabile accada;
  • Leggere il titolo del testo e dei paragrafi, osservare le immagini per una visione panoramica dell’argomento.

Durante la lettura
  • Proseguire a riflettere sul testo e a fare previsioni;
  • Evidenziare (in modo diverso) i concetti più importanti e quelli non del tutto chiari;
  • Riflettere: “Sto comprendendo ciò che leggo?”
  • Di fronte ad un difficoltà, capire se, momentaneamente, si può passare oltre (per poi tornarci su in un secondo tempo) o se sia fondamentale che sia subito chiarita;
  • Di fronte a una parola nuova, cercare di ricavare il significato dal contesto, e cercarla, in ogni caso, dopo, sul dizionario.
Dopo la lettura
  • Domandarsi: “ho capito l’argomento centrale del testo?”;
  • Ritornare alle proprie previsioni iniziali per capire se sono state confermate o smentite;
  • Rispondere emotivamente a ciò che è stato letto;
  • Riflettere sulle proprie opinioni;
  • Riassumere gli elementi più importanti con parole chiave;
  • Collegare gli elementi più importanti con uno schema;
  • Discutere con amici, adulti, insegnanti dell’argomento;
  • Trovare informazioni aggiuntive, anche su internet.
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