Condotta - Centro Ceral

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DISTURBO DELLA CONDOTTA

QUALI SINTOMI PRESENTA?
Criteri diagnostici in base al DSM 5.

Aggressione a animali e persone.
  • Spesso fa il prepotente, minaccia o intimorisce gli altri.
  • Spesso dà il via a colluttazioni.
  • Ha usato un'arma che può causare seri danni fisici ad altri come, per esempio, un bastone, un mattone, una bottiglia rotta, un coltello, una pistola.
  • È stato fisicamente crudele con le persone e con gli animali.
  • Ha rubato affrontando direttamente la vittima con, ad esempio, aggressione, scippo, estorsione, rapina a mano armata.
  • Ha costretto qualcuno ad attività sessuali.

Distruzione della proprietà.
  • Ha deliberatamente appiccato il fuoco con l'intenzione di causare seri danni.
  • Ha deliberatamente distrutto proprietà altrui.

Frode e furto.
  • È penetrato nell'abitazione o nell'automobile di qualcun altro.
  • Spesso mente per ottenere vantaggi o favori o per evitare dei doveri.
  • Ha rubato articoli di valore senza affrontare direttamente la vittima come, per esempio, furto nei negozi, ma senza scasso; contraffazione.

Gravi violazioni di regole.
  • Spesso, già prima di 13 anni di età, trascorre la notte fuori, nonostante le proibizioni dei genitori.
  • Si è allontanato da casa di notte almeno due volte mentre viveva nella casa dei genitori o di chi ne faceva le veci, o una volta senza ritornare per un lungo periodo.
  • Spesso, già prima dei 13 anni di età, marina la scuola
  • Per la diagnosi corretta è fondamentale che la sintomatologia sia costituita da almeno 3 dei 15 criteri nei 12 mesi precedenti e che almeno 1 criterio sia stato evidente negli ultimi 3 mesi.

Ai fini della diagnosi è necessario che venga sottolineato:

età di esordio:
  • nell'infanzia cioè prima dei 10 anni di età
  • nell'adolescenza dopo i 10 anni di età.
se tali comportamenti sono accompagnati da:
  • emozioni prosociali limitate
  • mancanza di rimorso o senso di colpa
  • insensibilità, mancanza di empatia
  • indifferenza per i risultati
  • affettività superficiale o anaffettività
 
se la gravità è lieve moderata grave

QUANTO È FREQUENTE IL PROBLEMA?
La Prevalenza di tali disturbi in età evolutiva è stimata tra il 6% ed il 16% per i maschi e tra il 2% ed il 9% per le femmine (Marcelli,2009); la variabilità è connessa alle caratteristiche del campione e alle diverse metodologie di valutazione. Nel Disturbo della Condotta la differenza di genere resta costante nel tempo.

QUALI SONO LE CAUSE?
Nell'ambito della psicopatologia dello sviluppo, il fenotipo clinico, è la risultante della combinazione, per quantità e qualità, dei diversi fattori di rischio e dei diversi fattori protettivi, così come accade per l'espressività comportamentale ed emotiva della normalità. Pertanto l'ipotesi etiopatogenetica di tipo multifattoriale dei disturbi del comportamento dirompente implica l'interazione  di diversi fattori:
- Fattori biologici: genere, funzioni neuro cognitive, temperamento
- Qualità dei legami di attaccamento e stile educativo familiare.
- Variabili ambientali: avversità e/o eventi critici familiari, status socioeconomico, stress sociali.
 
Il Disturbo della Condotta spesso si associa ad uno status psicosociale sfavorevole con basso livello psicoeducativo, discuria, familiarità per comportamento antisociale e patologia psichiatrica.
 
QUANDO SI MANIFESTA?
Secondo alcuni Autori il Disturbo della Condotta è correlato all'ADHD e al Disturbo Oppositivo Provocatorio in modo gerarchico, con la possibile evoluzione di una parte dei Disturbo Oppositivo Provocatorio in Disturbo della Condotta. Infatti sembra che i pazienti che abbiano presentato un quadro clinico oppositivo-provocatorio abbiano un rischio quattro volte maggiore di sviluppare un Disturbo della Condotta rispetto agli altri. Inoltre si tende a considerare la possibilità che tali disturbi rappresentino un continuum evolutivo in cui il Disturbo Oppositivo Provocatorio potrebbe essere considerato un precursore del Disturbo della Condotta  che a sua volta potrebbe precedere la definizione di un Disturbo di Personalità Antisociale (DPA) in età adulta.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Nel Disturbo Oppositivo - Provocatorio i comportamenti sono meno gravi rispetto quelli presenti nel Disturbo della Condotta e non comprendono aggressione a persone o animali, distruzione di proprietà, modalità di furto o frode. Inoltre il disturbo oppositivo-  provocatorio non comprende i problemi della disregolazione emozionale come umore collerico e irritabile.

Nel Disturbo da Disregolazione dell'Umore Dirompente la frequenza e la cronicità degli scoppi di collera sono più gravi rispetto a quelli del disturbo oppositivo provocatorio.

Nel Disturbo Esplosivo Intermittente sono presenti elevati livelli di rabbia, i bambini mostrano una grave aggressività verso gli altri che non fa parte della definizione di disturbo oppositivo - provocatorio

PRINCIPALI OBIETTIVI DELL'INTERVENTO TERAPEUTICO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE
  • Sviluppo di una relazione positiva con il terapeuta che permetta al bambino di condividere sinceramente i propri pensieri e le proprie emozioni.
  • Comprendere le aspettative del bambino riguardo i genitori e gli adulti di riferimento.
  • Aumentare la capacità di riconoscimento e verbalizzazione relativamente a quando si sente arrabbiato, frustrato o ferito.
  • Riduzione dell'intensità, della durata, della frequenza e degli ambiti in cui si verificano le interazioni ostili e di sfida.
  • Riduzione ed eliminazione delle esplosioni di collera.
  • Aumentare l'adesione più rispettosa e serena alle richieste dell'ambiente.
  • Genitori e insegnanti vengono aiutati a incrementare il sistema di ricompense, patti comportamentali per il rinforzo dei comportamenti positivi e la riduzione di quelli negativi.
  • Portare l'ostilità e le provocazioni entro limiti socialmente accettabili.
  • Sostituire i comportamenti negativi con altri di rispetto e di cooperazione.
  • Riduzione dell’elevato livello di tensione.
  • Migliorare la comunicazione con la famiglia.

L'intervento è, comunque, di tipo Multimodale e Multisistemico, con modalità diverse di trattamento in contesti diversi. Il progetto terapeutico si articola in interventi psicosociali sul minore e sui genitori e counseling agli operatori dei diversi contesti in cui il ragazzo vive (scuola, sport).
Sebbene allo stato attuale non esista una terapia farmacologica specifica per il trattamento del Disturbo, i farmaci più usati comprendono stabilizzatori del tono dell'umore, antipsicotici atipici e serotoninergici in relazione alla possibilità di contenere principalmente gli aspetti di aggressività, di impulsività e di iperreattività.

USO DEI SOFTWARE IN TERAPIA
Durante l’intervento terapeutico con il bambino, presso il nostro studio, vengono utilizzati numerosi e aggiornati software. Questi strumenti, concepiti e realizzati in base alle più recenti ricerche scientifiche riguardanti i molteplici disturbi dell’età evolutiva, in ambito cognitivo e metacognitivo, del linguaggio, emotivo-relazionale e dell’apprendimento, hanno la caratteristica di:
  • velocizzare i processi di apprendimento del bambino
  • offrire un’ampia gamma di attività
  • implementare attività selezionate e mirate
  • aumentare l’attenzione
  • monitorare i progressi del bambino con parametri più precisi
  • rendere accattivanti, coinvolgenti e motivanti le attività
  • mantenere l’aspetto ludico della terapia attraverso le espressioni dei vari personaggi animati protagonisti dei giochi didattici
  • apprendere l’uso del computer

TGC: TERAPIA DI GIOCO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE IN ETÀ PRESCOLARE

I principali contributi della TGC consistono nella possibilità di coinvolgere positivamente  i bambini in età prescolare e renderli partecipanti attivi al processo di cambiamento. Gli interventi cognitivi e comportamentali sono compresi in un paradigma di terapia di gioco in modo sistematico ed orientato al raggiungimento dello scopo da conseguire.

I dieci principi che rendono valido questo tipo di approccio  con i bambini piccoli si fondano sul fatto che la terapia si effettua sul modello educativo e  cognitivo dei disturbi emotivi, è breve e limitata nel tempo. Affinché  la terapia sia efficace è necessaria  una valida relazione affettiva con il bambino, condizione necessaria per poter strutturare la terapia e renderla direttiva al fine di risolvere il disagio. Anche il rispetto delle consegne che vengono impartite  a casa rientra fra i principi terapeutici.

Il ricorso a materiali educativi visivi e manipolabili serve a facilitare i processi di comprensione del bambino e a coinvolgerlo in attività stimolanti e divertenti.

Efficacia della TGC
  • coinvolge il bambino nella terapia attraverso il gioco;
  • si focalizza sui pensieri, sui sentimenti, sulle fantasie e sull’ambiente del bambino;
  • propone strategie per lo sviluppo di competenze più adattive;
  • è strutturata, direttiva e orientata ad un obiettivo;
  • comporta l’impiego di tecniche empiricamente dimostrate (es. Modeling);
  • consente un controllo del trattamento.
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