Dislessia : problemi sociali ed emotivi - Centro Ceral

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DISLESSIA:  PROBLEMI SOCIALI ED EMOTIVI

E’ sicuramente aumentata la sensibilità sul tema della dislessia e degli altri disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, discalculia e disortografia) tuttavia ancora troppo spesso arrivano presso di noi bambini e ragazzi non diagnosticati le cui difficoltà sono state ignorate da insegnanti, genitori, pediatri  Il comportamento del bambino con dislessia assomiglia infatti a quello del bambino svogliato, pigro, capriccioso, riluttante all’impegno e questa sua somiglianza fa sì che per il suo problema si scelgano le spiegazioni più semplici e banali.  Il fatto che sia intelligente e che al di fuori della scuola sia un bambino allegro, vivace, “senza problemi”, sembra costituire per il bambino dislessico uno svantaggio anziché un vantaggio perché al contrario di altre disabilità il suo problema si evidenzia solo a scuola o al momento del compito a casa.   Di fronte al compito scritto, il bambino  dimostra tutte le sue difficoltà che invece di essere considerate un campanello d’allarme, un indicatore che accende un’ipotesi, vengono valutate come una conferma del suo disimpegno e rinfacciate ripetutamente al bambino.   E’ cosi che da una difficoltà ne nasceranno altre che andranno ad influire sullo stato emotivo del bambino.

Problemi sociali ed emotivi collegati ad alunni con disturbo specifico di apprendimento (vademecum dislessia).
Frustrazione: è determinata dall’incapacità di tali alunni (che sottolineiamo hanno un’intelligenza nella norma) a soddisfare le aspettative. I loro genitori e gli insegnanti vedono un bambino intelligente ed entusiasta che non riesce ad imparare a leggere e a scrivere. Sempre più spesso i dislessici e i loro genitori si sentono ripetere: “eppure è così intelligente, se solo si impegnasse di più”. Ironicamente nessuno sa quanto duramente i bambini dislessici ci provino.
Ansia: spesso la costante frustrazione e confusione a scuola rende questi bambini ansiosi. L’ansia è esacerbata dalla disomogeneità che caratterizza il quadro della dislessia. L’ansia fa sì che i bambini evitano tutto ciò che li spaventa e spesso insegnanti e genitori interpretano questo comportamento come pigrizia.
Rabbia: la frustrazione può provocare rabbia. Il bersaglio della rabbia può essere costituito dalla scuola, dagli insegnanti, ma anche dai genitori e dalla madre in particolare.

Mentre per un genitore può essere difficile gestire queste situazioni, spesso, il tutoraggio da parte di coetanei o di ragazzi poco più grandi può rivelarsi uno strumento efficace di intervento e di aiuto.

Immagine di sé: durante i primi anni di scuola ogni bambino deve risolvere i conflitti tra un’immagine di sé positiva e i sentimenti di inferiorità, provocati dalle difficoltà nell’apprendimento. I bambini dislessici, infatti, andando incontro ad insuccessi e frustrazioni, si fanno l’idea di essere inferiori agli altri bambini e che i loro sforzi facciano poca differenza; spesso si sentono inadeguati ed incompetenti.

Depressione: i bambini dislessici sono ad alto rischio di provare intensi sentimenti di dolore e sofferenza. Forse a causa della loro bassa autostima, i dislessici temono di sfogare la loro rabbia verso l’esterno e quindi la rivolgono verso se stessi. Il bambino depresso può diventare più attivo e comportarsi male per mascherare i sentimenti di dolore.
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