Dislessia - Centro Ceral

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DISLESSIA

La dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica.
Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di una adeguata istruzione scolastica.
Conseguenze secondarie possono includere problemi di comprensione nella lettura del testo scritto e una ridotta crescita del vocabolario e della conoscenza generale, conseguente ad una ridotta pratica nella lettura”.
Essa fa parte di una serie di disordini evolutivi che possono evidenziarsi in diversi modi: nel linguaggio, nello sviluppo cognitivo o nell’apprendimento.
Per Dislessia si intende l’alterazione di una particolare funzione, che interessa uno o più “domini specifici”, cioè separati ma altamente interattivi tra loro (Hulme e Snowling, 2009; Bisiacchi e Vio, 2005). Proprio la sua specificità la rende un disturbo complesso perché associato ad un profilo evolutivo eterogeneo, difficile da misurare con strumenti che tengano conto di molte peculiarità come:
  • Fare una distinzione tra normali variazioni del rendimento scolastico (non siamo tutti uguali!)
  • Tenere conto dell’età in cui si  è sottoposti a diagnosi e il cambiamento del disturbo nel tempo
  • Le condizioni ambientali in cui avviene l’apprendimento (famiglia, insegnanti)
  • Le difficoltà legate alla  differenziazione delle abilità (può dipendere da più di una!)
  • L’interazione tra fattori biologici e fattori non biologici

Il documento relativo alle Raccomandazioni Cliniche dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS, 2011) informa sui risultati di ricerche che evidenziano i fattori di rischio associati al DSA, di cui il clinico deve tenere conto durante l’anamnesi, come:
  • Familiarità,
  • Esposizione a più di 2 anestesie generali entro il quarto anno di vita,
  • Diagnosi pregressa di disturbo di linguaggio,
  • Incidenza maggiore nei maschi,
  • Esposizione prenatale alla cocaina, alcool, fumo.
  • Esposizione a fattori traumatizzanti psicologici

Inoltre bisogna sempre verificare la presenza di altri disturbi in comorbidità come:
  • Deficit di attenzione e iperattività
  • Disturbi specifici di linguaggio
  • Disturbi dello sviluppo della coordinazione

In ogni caso per interpretare il disturbo è necessario non solo verificare la presenza di alterazioni nello sviluppo ma anche la loro ripercussione sul piano cognitivo, relazionale e affettivo.

COME SI EVIDENZIA
Fin dalla prima classe della scuola primaria il bambino fa degli errori frequenti che all’inizio sono giustificati dalla novità del materiale da memorizzare ma in alcuni casi, circa il 3%, permangono anche dopo:
Segni clinici principali in grado di segnalare una difficoltà di lettura
  • Il processo di transcodifica grafema fonema è lento e richiede un dispendio di attenzione notevole (spesso lo sforzo per decodificare i segni della lingua non lascia spazio ai processi inferenziali come deficit di automatizzazione);
  • Si notano numerosi errori di scambio tra grafemi simili come db, qp, ae, ao, e/o tra fonemi simili come td, rl, fv, cg;
  • Inversione di parole o parti di parole (al/la, talovo/tavolo)
  • Errori di sequenza delle lettere (capra-carpa / torta-trota)
  • Si notano inversioni, come per es. “li” e “il”, e anticipazioni errate;
  • Fa fatica a mantenere il segno (salti di riga)
  • Assume una postura tipica con capo eccessivamente inclinato sul foglio;
  • A volte si nota una certa attivazione fisiologica: sudorazione, aumento del ritmo del respiro, agitazione psicomotoria, abbassamento o innalzamento del tono della voce.

Possibile presenza di altri segni:
Confusione dxsn;
Difficoltà nel memorizzare sequenze vincolate (giorni della settimana, mesi, tabelline);
Difficoltà a ricordare quando sono nati, quand’è Natale…;
Difficoltà di attenzione;
Difficoltà nell’accesso lessicale;
Difficoltà ad apprendere i lessici specifici delle materie;
Lentezza operativa e/o scarsa autonomia operativa;
Difficoltà nell’apprendimento delle lingue straniere…

La diagnosi clinica di DSA può essere emessa solo alla fine della 2^ classe della scuola primaria ma è possibile  stimare il rischio che si instauri un DSA ed intervenire preventivamente sulla base dei seguenti elementi:
  • Familiarità;
  • Ritardo della comparsa e dell’acquisizione del linguaggio;
  • Prematurità;
  • Persistenza di difficoltà di linguaggio di tipo fonologico oltre i 4 aa (nell’80% dei casi si instaura un DSA);
  • Inadeguate competenze metafonologiche (stimolate nell’intervento    preventivo);  

La Dislessia Evolutiva cambia le sue caratteristiche espressive con la crescita del bambino: un bambino di classe prima può non risolvere i problemi fonologici neanche alla fine dell’anno scolastico, cominciare a decodificare durante la seconda classe ma a 9/10 anni mostrare ancora errori di omissione di lettere e parole, tempi eccessivamente lunghi per eseguire i compiti, difficoltà a ricopiare un testo dalla lavagna, molta difficoltà ad imparare lingue straniere.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI, EMOTIVE, RELAZIONALI DEL DISTURBO
Si devono considerare, accanto alle componenti cognitive, le componenti emotive e relazionali del disturbo, che interagiscono strettamente e sono dipendenti l’una dall’altra. L’insuccesso scolastico conduce inequivocabilmente ad una diminuzione dell’autostima e ad un calo della motivazione ad apprendere.
Molto spesso ciò innesca una spirale negativa che induce un comportamento oppositivo da parte del bambino riguardo ai compiti e alla frequenza della scuola. Il bambino non riesce a capire perché, nonostante tutti i suoi sforzi, non arrivi ad ottenere gli stessi risultati degli altri e questa mancanza di successi a volte rischia di essere anche punita, aumentando la negatività della spirale.

INTERVENTO
L’intervento di riabilitazione e abilitazione della dislessia evolutiva viene adattato all’età del soggetto, alla gravità e al tipo dei sintomi visibili e alle ripercussioni sul comportamento che tali sintomi hanno generato nel tempo. L’intervento si svolge per mezzo di sedute “vis à vis” col bambino.
L’intervento cognitivo è basato sull’analisi dell’errore che viene da una accurata stima dei dati ottenuti attraverso gli strumenti di valutazione.
Inoltre, uno specifico intervento sulla metacognizione, assicura al bambino maggiore consapevolezza dei processi interiori, come l’attenzione, che avvengono durante l’elaborazione di uno stimolo.

Uso dei software in terapia
Durante l’intervento terapeutico con il bambino, presso il nostro studio, vengono utilizzati numerosi e aggiornati software. Questi strumenti, concepiti e realizzati in base alle più recenti ricerche scientifiche riguardanti i molteplici disturbi dell’età evolutiva, in ambito cognitivo e metacognitivo, del linguaggio, emotivo-relazionale e dell’apprendimento, hanno la caratteristica di:
  • velocizzare i processi di apprendimento del bambino
  • offrire un’ampia gamma di attività
  • implementare attività selezionate e mirate
  • aumentare l’attenzione
  • monitorare i progressi del bambino con parametri più precisi
  • rendere accattivanti, coinvolgenti e motivanti le attività
  • mantenere l’aspetto ludico della terapia attraverso le espressioni dei vari personaggi animati protagonisti dei giochi didattici
  • apprendere l’uso del computer

Riabilitazione/abilitazione
Riabilitazione ossia “recupero di una funzione persa o danneggiata”.
Costituisce un “processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle scelte operative” (LG Riabilitazione Nazionali GU 124 30/05/98 Ministero Sanità).

Abilitazione ossia “sviluppo di una funzione in evoluzione”.  
Indica “l’insieme degli interventi volti a favorire l’acquisizione ed il normale sviluppo e potenziamento di una funzione.” Include interventi clinici e pedagogici (scuola). Nei DSA si preferisce utilizzare questo concetto.

L’abilitazione prevede tre tipi di intervento:
1. preventivi: età prescolare – 2^ sc. primaria
2. abilitativi: dalla 2^ sc. primaria
3. compensativi: attivato in base al grado di severità del disturbo con selezione di tali strumenti in base al profilo individuale di ogni bambino.

  • scopo dell’intervento abilitativo non è l’eliminazione della disabilità di apprendimento, bensì la riduzione delle conseguenze funzionali del disturbo e la presa di coscienza del bambino delle proprie caratteristiche di funzionamento
  • fase evolutiva del disturbo: l’intervento va progettato tenendo in considerazione che il disturbo cambia espressività nel corso del tempo e che, in ogni fase, c’è un intervento più efficace.
  • progettazione : il disturbo si presenta con caratteristiche diverse da bambino a bambino (sia il trattamento specialistico, sia le strategie didattiche devono essere personalizzate).
  • alleanza terapeutica: è fondamentale che al bambino venga spiegata la natura del suo disturbo, al fine di ottenere la sua collaborazione ed evitare l’insorgere di disturbi psicopatologici di tipo emotivo relazionale. È bene che tutti gli attori coinvolti nel processo di abilitazione (scuolafamigliaassistenti allo svolgimento dei compiti) tengano presente che le caratteristiche del disturbo possono portare allo sviluppo di credenze disfunzionali.

Interventi preventivi dai 5 ai 7anni
Si attivano durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia fino alla fine della 2^ classe della scuola primaria.
Interventi preventivi per lo sviluppo e consolidamento delle competenze metafonologiche : percepire e riconoscere i suoni che compongono le parole del linguaggio.
Tali competenze costituiscono un prerequisito necessario all’apprendimento della lettoscrittura e sono un affidabile indice predittivo per valutare il rischio per l’instaurarsi di un DSA. Comprendono:
  • consapevolezza globale (livello sillabico)
  • consapevolezza analitica (livello fonemico)

Intervento preventivo sulla consapevolezza metafonologica globale dai 3 ai 5 anni:
  • Discriminazione di suoni: coppie minime di parole (es. pollobollo) e di “non parole” (es. pacabaca).
  • Classificazione: riconoscimento di rime (es. “pino fa rima con: collefiorevino”) e di sillabe in parole diverse (es. “pipa comincia come: torta pistolamacchina”).
  • Fusione e discriminazione: sintesi sillabica e segmentazione sillabica
 
Intervento sulla consapevolezza metafonologica analitica dai 5 aa :
  • Fusione e segmentazione fonemica: (es. “dico una parola a pezzi e devi indovinare che parola è: ca‐me‐ra”); (“ti dico una parola e devi farla a pezzi: semaforo”).
  • Manipolazione: delezione sillabica iniziale e finale (es. “Ora ti dirò una parola, devi togliere il primo pezzo. Cosa rimane? lupo-po”; “Se tolgo l’ultimo pezzo. Cosa rimane? neve-ve)
  • Inversione di iniziali: (es. “Abbiamo due parole: bendatuono. Invertiamo le prime lettere per formare nuove parole: tenda buono”).
  • Classificazione:

Ricognizione di rime (es. “pino fa rima con: collofiorevino”);
Produzione di rime (es. “Troviamo parole che fanno rima con giornata”);
Fluidità Lessicale con facilitazione fonemica (es. “Troviamo parole che iniziano con F”).

Interventi abilitativi dalla  2^ classe della scuola primaria.

Interventi abilitativi: correttezza e rapidità
La capacità di lettura si valuta sulla base di due principali parametri: correttezza  e velocità
Un intervento abilitativo risulta efficace se si ottiene un cambiamento clinicamente significativo in questi due aspetti.

Aree e strumenti di intervento

Stimolazione della lettura lessicale: tachistoscopio
E’ un software con presentazione rapida e temporizzata delle parole che permette l’impostazione dei parametri di esposizione sempre più brevi con un allenamento della strategia di lettura di tipo lessicale. Esso si basa sull’idea che:
  • tempi elevati di permanenza dello stimolo sullo schermo consentono al bambino di utilizzare la via fonologica di lettura (lettura lettera per lettera della parola);
  • tempi più brevi di permanenza dello stimolo sullo schermo consentono al bambino di utilizzare soltanto la via visiva di lettura (riconoscimento globale della parola).

Stimolazione della lettura lessicale: trattamento sublessicale
Il trattamento sublessicale incrementa la rapidità della lettura, senza comprometterne l’accuratezza. Si vanno a stimolare i processi emergenti nel passaggio tra lo stadio ortografico della lettura e quello lessicale per consolidare strategie di lettura che automatizzino l’identificazione globale delle sillabe..

Integrazione tra decodifica e comprensione: lettura a cloze
Si tratta di  un compito di lettura di brani basato sui processi di “anticipazione contestuale” che consentono al bambino di saltare (skipping) la lettura di alcune parole la cui presenza può essere inferita a partire dalla struttura sintatticosemantica della frase. Questa modalità di lettura nei bambini dislessici può risultare inefficace, in quanto la loro modalità di lettura si presenta come un “tirare a indovinare”. L’obiettivo è favorire le competenze di lettura a livello del testo con l’impiego “ragionato” di strategie di anticipazione. Viene caricato al computer il testo prescelto, il computer presenta le prime parole e in una “finestra” le opzioni/suggerimenti (2 o più) tra i quali  il bambino deve scegliere; solo una corrisponde alla parola target, le altre sono distrattori. Viene richiesta al bambino una continua scelta della parola corretta a completare il testo, via via che avanza nella lettura.

Integrazione tra decodifica e comprensione: l’approccio metacognitivo
Con il termine metacognizione s’intende la “riflessione sui processi cognitivi”, cioè la conoscenza da parte del bambino delle proprie attività cognitive ed il controllo che è in grado di esercitare su di esse. Nell’approccio metacognitivo l’obiettivo è riportare l’attenzione del bambino su:
  • Scopo della lettura;
  • Attivazione conoscenze pregresse;
  • Ricognizione di indici testuali: il bambino viene stimolato a leggere titolo, titoli dei paragrafi, soffermarsi sulle immagini, leggerne le didascalie e le parole in neretto (parolechiave).

Interventi abilitativi dei processi di comprensione del testo (vedi Disturbo della Comprensione del Testo)
Accade che i dislessici presentino difficoltà nella comprensione del testo scritto.
  • In alcuni casi il deficit risulta secondario allo sforzo di avviare il processo di transcodifica dalla scrittura al processo verbale e, dunque, tale deficit, non si osserva se il testo viene letto al bambino da altri.
  • In altri casi la difficoltà è presente in modo indipendente (primario).

Comprendere la lettura è la capacità di costruire una rappresentazione mentale del contenuto di un testo che implica le seguenti competenze:
  • selezionare le informazioni importanti;
  • integrare le informazioni con conoscenze precedenti;
  • formare una rappresentazione mentale coerente
  • ruolo della memoria.

Training sul metodo di studio “Mappe Concettuali”
La mappa concettuale è una rappresentazione grafica di un’argomentazione che si intende comunicare ad altri. Tale metodologia rappresenta la modalità più efficace di apprendimento per i ragazzi con dislessia (non solo per loro !). L’uso delle mappe:
  • migliora l’esposizione orale;
  • "impone" la riflessione sulle proprie conoscenze;
  • insegna a correlare le idee e i dati a propria disposizione
  • insegna a sforzarsi alla precisione e chiarezza nella comunicazione.

Vantaggi nello studio con il metodo delle mappe:
  • con la presenza di elementi visivi (frecce, clipart, parole con diversi colori) i processi di memoria si attivano;
  • una gestione personalizzata del sapere evita di seguire il libro “a memoria”;
  • il materiale di studio già organizzato con il metodo delle mappe concettuali, permette di recuperare velocemente i concetti attraverso una scorsa rapida.

Training sul metodo di studio “Supermappe, Coop. Anastasis”
È un software molto valido che ha i seguenti vantaggi rispetto alle mappe cartacee:
  • gestione dello spazio grafico pulita e ordinata;
  • include una raccolta di clipart piuttosto ampia;
  • approccio multimediale all’apprendimento: passare da una mappa all’altra con un collegamento ipertestuale, inserire file audio, registrare la propria voce;
  • la grafica è di semplice utilizzo e stimola la motivazione dei ragazzi;
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