Disturbi di linguaggio : indici predittivi - Centro Ceral

Vai ai contenuti
DISTURBI DI LINGUAGGIO: INDICI PREDITTIVI
Normalmente, bambini con Disturbo Di Linguaggio vengono individuati e diagnosticati oltre i tre anni, con l'ingresso alla scuola dell'infanzia, in realtà,  la fascia di età che va dai 2 ai 3 anni rappresenta, invece, il momento più importante per l'identificazione di eventuali disturbi della comunicazione e del linguaggio. Vanno messe in evidenza due tipologie di Disturbi Di Linguaggio nel secondo e terzo anno di vita:
 
  • bambini late bloomers , i quali pur presentando all'inizio dello sviluppo un notevole ritardo nell'acquisizione del linguaggio, entro un anno recuperano la distanza che li discosta dallo sviluppo tipico;
  • bambini late talkers, i quali si discostano dai dati normativi previsti per la stessa età, sia rispetto all'ambito linguistico che alle correlazioni con gli altri indici di sviluppo non linguistici ma intimamente legati allo sviluppo del linguaggio i quali costituiscono alcuni indici predittivi di seguito elencati.
 
Per i bambini late talkers un intervento precoce è di fondamentale importanza.
 
Per diagnosticare un disturbo di linguaggio si utilizza un doppio tipo di parametro, ossia la verifica della presenza di due condizioni:
 
quoziente intellettivo (QI) Qnella media
 
punteggio globale della valutazione delle capacità linguistiche di due deviazioni standard a al di sotto della media.
 
La valutazione di certi indici predittivi di tipo non linguistico a cui si dovrebbe fare riferimento e che  positivamente correlano con eventuali specifiche difficoltà che potrebbero comparire nelle tappe del successivo sviluppo del linguaggio (Volterra e bates, 1995. Bates , 2002) sono:
  • assenza della lallazione, prima vocalica poi consonantica, dai 5 ai 10 mesi;
  • assenza di uso dei gesti deittici (indicare, dare e mostrare) e referenziali (simbolici) , a 12 - 14 mesi;
  • mancata acquisizione di schemi d'azione con gli oggetti a 12 mesi;
  • vocabolario ridotto con meno di 20 parole a 18 mesi,  meno di  50 parole a 24 mesi;
  • assenza o ridotta presenza di gioco simbolico a 24 - 30 mesi;
  • ridotta presenza di sequenze di gioco simbolico tra i 30 e i 40 mesi;
  • ritardo nella comprensione di ordini non contestuali e che implicano una decodifica linguistica a 24-30 mesi;
  • persistenza di idiosincrasie (forte avversione per situazioni o persone non gradite) dai 30 mesi in poi.
 
Importanti ricerche su campioni di bambini italiani viene sottolineata la correlazione molto stretta tra il Deficit Fonologico e il Deficit Morfosintattico riguardo, soprattutto, i tratti morfologici degli articoli, delle preposizione, delle desinenze e dei verbi l'uso dei pronomi. Inoltre c'è da tenere conto che la condizione per uno sviluppo linguistico adeguato prevede uno sviluppo simultaneo sia delle capacità di produrre parole ma anche gesti e altre abilità di tipo manuale.
 
In molti lavori di ricerca e clinici viene evidenziato che il ritardo di acquisizione delle tappe linguistiche normali può essere predetto dalla scarsa produzione di gesti deittici e referenziali che fanno parte, insieme alla produzione di tipo verbale, di una close family di un comune sistema neurale.
Torna ai contenuti | Torna al menu