Disturbo dell'adattamento - Centro Ceral

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AREA CLINICA > Psicologia : Disturbi età adulta > Eventi traumatici e stressanti
DISTURBO DELL’ADATTAMENTO

Si tratta di un disturbo conseguente ad un evento, più eventi ripetuti nel tempo o simultanei, estremamente stressanti che producono reazioni emotive e corporee talmente forti che spesso non si riesce ad elaborare causando tanta sofferenza e importante compromissione della vita. Spesso riguardano esperienze comuni ma che, negativamente, influiscono sul senso di valore personale, di sicurezza in se stessi, di autostima e di autoefficacia. Sono diverse le circostanze che potrebbero scatenare, potenzialmente, un trauma psicologico, che non includono solo l’esposizione a situazioni traumatiche estreme, alle quali la persona non riesce ad adattarsi:
  • fine di una relazione sentimentale (separazione, divorzio)
  • crisi coniugale
  • tradimenti coniugali
  • sposarsi
  • diventare genitori
  • andare a scuola
  • distacco dalla famiglia
  • pensionamento
  • scarsa realizzazione professionale
  • malattia  
  • crisi economica
  • lutto
  • trasferimenti
  • andare via di casa
  • abuso
  • umiliazioni, rimproveri eccessivi e costanti  durante l’infanzia
  • violenza verbale o fisica
  • vittime di atti di bullismo
  • abbandono
  • perdita improvvisa del lavoro,
  • etc.

Spesso si sente parlare di trauma come di un evento che può accadere ma che non lascia traccia. In realt, le esperienze traumatiche possono contribuire alla sofferenza mentale e generare disturbi che richiedono l’intervento terapeutico. Il trauma descrive un’esperienza particolarmente grave in grado di compromettere il senso di stabilità, continuità fisica e  psichica della persona comportando disorganizzazione e disregolazione nel sistema psicologico e biologico.

Solitamente, nei disturbi da traumi, cosiddetti “minori”, non si presentano chiari ricordi di situazioni specifiche, ma soltanto sensazioni o ricordi vaghi che nel presente si manifestano con malesseri di vario tipo (senso di insoddisfazione, sensazione cronica di solitudine e abbandono,  ansia, depressione, somatizzazioni, attacchi di panico, ossessioni, fobie, dolori cronici, agitazione, litigiosità, costante sensazione di non sentirsi mai compresi, etc).

Questi rappresentano spesso i segni di mancata elaborazione che continuano ad attivarsi nel presente con un malessere generale. Pertanto, ciò che si definisce trauma non riguarda la gravità dell’evento ma la reazione personale all’evento  e quanto, negativamente, incide nella vita di una persona.

Può accadere, ad esempio, di essere stati denigrati a scuola, di fronte ai compagni, da un docente insensibile, e di aver sperimentato intensa vergogna da innescare paura qualora si venga interrogati; questa esperienza non elaborata è possibile che dopo anni interferisca, ancora, nella vita quotidiana suscitando, nel presente, identiche sensazioni negative trovandosi in situazioni simili o che ricordino, anche vagamente, quel tipo di esperienza. Anche un’ improvvisa separazione nell’infanzia dai genitori o anche aver ricevuto ripetute minacce di abbandono (“ti metto in collegio ”) possono avere identico effetto di trauma su chi le ha vissute .

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE (TCC) CENTRATA SUL TRAUMA
Questo tipo di terapia aiuta le persone che soffrono di questo disturbo a riconoscere e modificare gli schemi distorti del pensiero relativi a se stessi, all’evento traumatico e al mondo. Viene insegnato come gestire emozioni negative, al fine di ridurre i sintomi di arousal eccessiva. I protocolli di Terapia Cognitivo Comportamentale centrati sul trauma prevedono interventi di esposizione basati sui principi:
  • abituazione: riduzione dell’ansia dopo esposizione prolungata allo stimolo;
  • processamento dell' informazione: rivalutazione della passata informazione e l’incorporamento di una nuova informazione, diversa e funzionale, nella memoria del trauma stesso.

L’esposizione viene effettuata:
  • in vivo: nelle situazioni della vita reale;
  • in immaginazione per agire sulle risposte (emotive e fisiologiche) scaturite dalla presenza degli stimoli temuti;
  • prolungata: la rielaborazione dell’esperienza traumatica richiede prolungata attivazione delle rappresentazioni mentali collegate al ricordo per permettere l’abituazione all’ansia e modificazioni dei convincimenti associati al trauma.
 
Nel corso dell’esposizione prolungata viene chiesto di:
  • raccontare diverse volte, in modo dettagliato, l’evento traumatico, fino alla riduzione della risposta emotiva;
  • affrontare, progressivamente, situazioni sicure che, comunque, generano paura collegata alla memoria del trauma.
  • tecniche di rilassamento e respirazione per ridurre lo stress.
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