Doc : ossessioni e compulsioni - Centro Ceral

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DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Possono presentarsi ossessioni in assenza di compulsioni e viceversa. Precedentemente, il DOC, era stato inserito tra i disturbi d’ansia (DSM-IV-TR), mentre, nell’attuale classificazione dei disturbi mentali (DSM-5) è stato collocato in un nuovo capitolo a parte. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) si caratterizza dalla presenza di ossessioni e compulsioni e può assumere forme diverse. Più comunemente è caratterizzato dalla presenza di pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che creano allarme o paura e che costringono la persona a mettere in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali.Almeno l'80% dei pazienti con DOC presenta sia ossessioni che compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni. Può manifestarsi sia negli uomini sia nelle donne, indifferentemente, e può esordire nell'infanzia, nell'adolescenza o nella prima età adulta.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL DISTURBO
ossessioni
Sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano più e più volte e fuori dal controllo di chi li sperimenta.
 
Tali idee sono sentite come disturbanti e intrusive, e, almeno che le persone non siano assalite dall'ansia, loro stesse le giudicano come idee infondate ed insensate.
Le persone con DOC possono:
  • preoccuparsi eccessivamente dello sporco e dei germi o essere ossessionate dall'idea di potersi contaminare o poter      contaminare gli altri.
  • essere terrorizzate dalla paura di avere inavvertitamente fatto del male a qualcuno (magari mentre facevano manovra con l'auto per uscire da un parcheggio), di poter perdere ilncontrollo disé e diventare aggressive in certe situazioni, di aver contratto malattie infettive, anche se, di solito, riconoscono che tutto ciò non è realistico.

Le ossessioni sono accompagnate da emozioni sgradevoli, come paura, disgusto, disagio, dubbi, o dalla sensazione di non aver fatto le cose nel "modo giusto", e gli innumerevoli sforzi per contrastarle non hanno successo, se non momentaneo.
Le ossessioni differiscono dalle preoccupazioni per il fatto che queste seconde non sembrano eccessive e prive di una base razionale, ma si riferiscono a rischi reali, che tutti riconoscono come tali.

compulsioni
Vengono anche definite rituali o cerimoniali.
 
Sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente) messi in atto per ridurre il senso di disagio e l'ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni; costituiscono, cioè, un tentativo di diminuzione del disagio, un mezzo per cercare di conseguire un controllo sulla propria ansia.
 
In generale tutte le compulsioni che includono la pulizia, il lavaggio, il controllo, l'ordine, il conteggio, la ripetizione ed il collezionare si trasformano in rigide regole di comportamento e sono spesso bizzarre e francamente eccessive.
 
Le compulsioni assumono spesso un carattere talmente abituale e ripetitivo che vengono attuate, a scopo preventivo, anche in assenza di ossessioni. Diventano azioni studiate e prestabilite, eseguite con cura meticolosa, che non possono in alcun modo essere interrotte o modificate nella loro sequenza.

evitamento
Spesso le preoccupazioni vengono "scatenate" da certe situazioni o persone (ad esempio aver toccato qualcuno considerato "infetto"). Le persona con DOC allora cerca di evitare tali situazioni nel tentativo di ridurre le proprie paure. Questo può essere uno dei sintomi più invalidanti del DOC. La vita diventa sempre più limitata dalle situazioni, dalle persone o dagli oggetti che devono essere evitati.

MANIFESTAZIONI  DEL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO
 
Possono essere di natura molto varia formando, così, delle sotto-categorie:
  • disturbo ossessivo-compulsivo da contaminazione
  • disturbo ossessivo-compulsivo da controllo
  • disturbo ossessivo-compulsivo di tipo superstizioso
  • disturbo ossessivo-compulsivo da ordine e simmetria
  • ossessioni pure senza compulsioni a contenuto aggressivo, religioso, sociale o sessuale.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DA CONTAMINAZIONE
  • Insistente preoccupazione di sporcarsi o contaminarsi mettendosi in contatto con varie sostanze, quali: secrezioni del corpo, escrementi, sporcizia, siringhe, carne cruda, sostanze chimiche, saponi, solventi, detersivi, ecc.. L’idea di contaminazione può essere anche causata da “sporco di natura sociale” (extracomunitario, tossicodipendente, anziano, gay, barbone) o metafisica (diavolo, il male, negatività). Spesso, non è presente un vero e proprio timore di contrarre una malattia, ma una forte sensazione di disgusto solo all’idea di entrare in contatto con queste situazioni. Chi ne soffre, quindi, si sente obbligato ad evitare una infinita serie di luoghi e situazioni: supermercati, bagni e giardini pubblici, stazioni ferroviarie, cassonetti dell’immondizia, ambulatori, ospedali, ecc., al fine di evitare di sperimentare la forte sensazione di contaminazione e di disgusto. Se, invece, la persona entra in contatto, o pensa soltanto di essere entrato in contatto, con una delle situazioni contaminanti, attua (compulsioni) una serie di rituali di pulizia, lavaggio e sterilizzazione svolti, ripetuti in modo particolareggiato al fine di  attenuare la sensazione di disgusto e di contaminazione e, di conseguenza, ridurre il disagio connesso. I “rituali”  possono richiedere pochi minuti o arrivare ad occupare molte ore della giornata.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DA CONTROLLO
Implica controlli ripetuti e prolungati finalizzati a prevenire incidenti o catastrofi o di verificare che non siano avvenute. Tendono  ad attuare rituali di controllo per rassicurarsi rispetto al dubbio di aver fatto o no qualcosa che può aver provocato danni a se stessi, ai propri oggetti o ad altri o al dubbio di poterlo fare. Le compulsioni tentano di neutralizzare il senso di colpa. La paura è quella di sentirsi in colpa per:
 
  • aver commesso qualcosa (colpa da responsabilità)
  • non aver fatto tutto il possibile per evitare che capitassero eventi negativi (colpa da omissione)

vengono attuati ripetuti controlli per essere sicuri:
  • di aver chiuso bene i fornelli, il gas, le porte, le finestre, la cassetta della posta, l’interruttore della luce, i fari della macchina
  • di non aver investito qualcuno involontariamente
  • di non avere  sangue addosso
  • ecc.

Spesso questo tipo di rituali possono coinvolgere i familiari in ripetute richieste di rassicurazione o con richieste di controllare al posto della persona con DOC.
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DI TIPO SUPERSTIZIOSO
Pensano che eseguire o meno determinati gesti, pronunciare certo tipo di numeri, eseguire certe azioni un dato numero di volte, vedere alcuni colori o alcune cose (cimiteri, carri funebri, manifesti mortuari), determini l’esito di specifici eventi. E’ il caso di chi, quando mentre compie una determinata azione e ascolta certi suoni considerati come negativi (sirena dell’autoambulanza) o alcune parole pronunciate o scritte (satana, morte, diavolo, ecc.) deve ripetere l’azione un determinato numero di volte affinché il rituale neutralizzi la presunta negatività associata a quel suono o a quel vocabolo. La persona vive intensi stati di paura o terrore riguardo a ciò che potrebbe accadere ed è, frequentemente,  preoccupata dall’idea che potrebbero verificarsi degli eventi negativi per se stesso o per la propria famiglia.
 
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DA ORDINE E SIMMETRIA
Non viene assolutamente tollerato che gli oggetti siano messi in modo disordinato o asimmetrico, poiché, tale circostanza, genera in loro la sgradevole sensazione che “qualcosa non va”. A seguito di questo tipo di ossessioni si potrebbero passare ore ad attuare compulsioni di ordine e simmetria, come riordinare ed allineare, penne, libri, fogli, pentole, cd, abiti, ecc.., secondo una sequenza, apparentemente, logica (grandezza, colore, dimensione). Questi pensieri ossessivi possono rivolgersi anche alla propria persona, come, ad esempio, il modo in cui  sono sistemate le maglie nell’armadio, la posizione dell’orologio e la pettinatura dei capelli; ne conseguono, quindi, rituali di controllo e di messa in ordine anche allo specchio, i quali possono durare anche per ore.

OSSESSIONI PURE SENZA COMPULSIONI A CONTENUTO AGGRESSIVO, RELIGIOSO, SOCIALE O SESSUALE.
Sono spaventati da pensieri o spesso immagini riguardanti scene in cui vengono attuati comportamenti non desiderati, sconvenienti, privi di senso o pericolosi.
  • timore di fare del male a se stesso o agli altri (di usare un coltello o la forchetta, di fare del male ai dei bambini piccoli, di avvelenare il cibo di altre persone, di maneggiare oggetti appuntiti, di passare vicino alle finestre o di ferire i sentimenti degli altri)
  • timore della presenza di immagini violente/terrificanti (corpi fatti a pezzi, omicidio)
  • timore di dire frasi oscene, bestemmiare, insultare, compiere atti sacrileghi, fare cose imbarazzanti
  • timore di essere responsabile di eventi come incendi o furti
  • ossessioni di tipo sessuale con  dubbio o terrore di poter essere perversi, pedofili o omosessuali. Possono passare molto tempo a rimuginare su questo tipo di pensieri, con snervanti messe alla prova e ripetuti interrogativi sulla propria natura sessuale.

  • CAUSE DEL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO
Si pensa che alcuni fattori individuali possano concorrere all’aumento dei pensieri intrusivi indesiderati, quindi allo sviluppo di ossessioni e compulsioni, tar i quali vi sono stress e umore disforico (umore misto di rabbia e di tristezza). Infatti, le ricerche mettono in evidenza, come, più frequentemente, le persone presentino pensieri intrusivi in condizioni di forte stress ed più difficoltà ad ignorare e gestire pensieri non desiderati quando sono tristi.
 
Inoltre, si ipotizza, che anche delle caratteristiche di personalità possano predisporre le persone a sviluppare pensieri intrusivi e non desiderati; tra queste caratteristiche di personalità  vi sono: alta frequenza di emozioni negative, alta sensibilità alla minaccia o al pericolo, elevato senso di responsabilità, coscienziosità, rigidità morale, timidezza.

CONSEGUENZE DEL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO
 
Chi ne soffre appare spesso spaventato e stremato dai numerosi e continui rituali collegati alle ossessioni; tentano di evitare situazioni che possano innescare questo tipo di pensieri. Questi evitamenti, nel tempo, possono causare limitazioni sia nella vita sociale che lavorativa.
 
In  casi molto gravi, le persone possono trascorrere talmente tante ore al giorno a fare dei rituali al punto di non riuscire più a svolgere il lavoro o lo svolgimento appare discontinuo. A volte, invece, devono accontentarsi di mansioni che richiedono bassa responsabilità.
 
Inoltre, questo disturbo, può riflettersi negativamente sulla qualità e la durata delle relazioni: infatti, il 50 % dei pazienti, non riesce a stabilire o mantenere una relazione affettiva.
 
Infine, avendo il disturbo una naturale tendenza alla cronicizzazione, ne consegue che se non trattato adeguatamente può influire negativamente su tutto l’arco della vita del soggetto.

DIFFERENTI TIPI DI TRATTAMENTO
  • trattamento farmacologico;
  • sedute intensive di psicoterapia cognitivo-comportamentale (almeno due a      settimana);
  • quotidiano intervento di esposizione e prevenzione della risposta;
  • intervento  educativo sui familiari del paziente;
   
FASI DEL TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE:
  • formulazione di un contratto terapeutico: obiettivi terapeutici condivisi tra paziente e terapeuta e i loro rispettivi compiti
  • psicoeducazione al disturbo: informazioni su come funziona, come insorge, si manifesta, si mantiene
  • ricostruire la storia dell’evento, la manifestazione iniziale e attuale del  disturbo;
  • tecniche  per la gestione dei sintomi dell’ansia;
  • individuazione  delle interpretazioni erronee che concorrono allo sviluppo dell’attacco di panico e messa in discussione di tali interpretazioni
  • esposizione graduale  alle sensazioni e agli stimoli temuti ed evitati con la presenza iniziale      del terapeuta
  • prevenzione delle ricadute
  • incontri  periodici di controllo dopo la dimissione;
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