Fonetica e Fonologia - Centro Ceral

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AREA CLINICA > Psicologia : Disturbi età evolutiva > Disturbi : linguaggio e comunicazione
DISTURBO FONETICO-FONOLOGICO DEL LINGUAGGIO

I bambini con disturbo fonetico-fonologico presentano un ritardo nell’acquisizione e nella maturazione dello schema motorio del fonema e nella produzione della parola. Sono presenti omissioni, sostituzioni ed inversioni di fonemi. Si parla di disordine fonetico-fonologico quando, accanto al problema articolatorio, è interessata la comprensione dei tratti distintivi dei suoni (discriminazione uditiva) e la struttura fonologica, ossia l’ordine coerente e sequenzialmente corretto dei fonemi nella parola.

ALCUNI SEGNI DI UN DISTURBO FONOLOGICO
Un disordine fonologico si manifesta attraverso numerosi errori nel produrre  i suoni linguistici. Possono essere presenti, per esempio,  sostituzioni di alcuni suoni  (ad esempio, dire “mazza” per “tazza” o ” das “per” gas ”, “tatto” per “gatto” ecc) o semplificazione dei gruppi consonantici (“cappa” per “scarpa” “cuola” per “scuola” ..)
Qualora i bambini compiano nel loro discorso sostituzioni, semplificazioni o riduzione di gruppi consonantici, per chi  ascolta capire  ciò che dicono può essere molto complicato. Un intervento di riabilitazione precoce risulta indispensabile per evitare una compromissione della socializzazione con i pari e con gli adulti.

CARATTERISTICHE DEL DISORDINE FONETICO-FONOLOGICO
  • linguaggio spontaneo poco comprensibile;
  • ridotta produzione di suoni con persistenza di processi di semplificazione, riduzione e sostituzione;
  • ripetizione di suoni e parole migliore rispetto alla produzione spontanea;
  • nessun deficit nel sistema uditivo e pneumo-fono-articolatorio;
  • nessuna disfunzione neurologica;
  • livello cognitivo nella norma.

STRATEGIE GENERALI D'INTERVENTO NEL DISTURBO FONOLOGICO
  • rispettare i tempi del bambino per evitare il sovraccarico di stimoli ed agire in un contesto ludico e motivante
  • intervento con i genitori per sollecitare l'uso di modelli linguistici e fono-articolatori corretti
  • intervento di tipo interattivo con modellamento-modeling.
  • intervento di tipo direttivo con correzioni, procedure di rinforzo-imitazione
  • riformulazione ed espansione dell'enunciato
  • attivazione  della curiosità del bambino e  potenziamento dell’ attenzione per attuare consapevolmente processi di controllo.
 
USO DEI SOFTWARE IN TERAPIA
 
Durante l’intervento terapeutico con il bambino, presso il nostro studio, vengono utilizzati numerosi e aggiornati software. Questi strumenti, concepiti e realizzati in base alle più recenti ricerche scientifiche riguardanti i molteplici disturbi dell’età evolutiva, in ambito cognitivo e metacognitivo, del linguaggio, emotivo-relazionale e dell’apprendimento, hanno la caratteristica di:
  • velocizzare i processi di apprendimento del bambino
  • offrire un’ampia gamma di attività
  • implementare attività selezionate e mirate
  • aumentare l’attenzione
  • monitorare i progressi del bambino con parametri più precisi
  • rendere accattivanti, coinvolgenti e motivanti le attività
  • mantenere l’aspetto ludico della terapia attraverso le espressioni dei vari personaggi animati protagonisti dei giochi didattici
  • apprendere l’uso del computer
 
ATTIVITÀ E AREE DI INTERVENTO TERAPEUTICO
  • Discriminazione uditiva del suono da acquisire
  • Impostazione dei foni prodotti in modo scorretto
  • Allenamento in ripetizioni di sillabe      
  • Perfezionamento della strutturazione frastica
  • Esercitazioni di ripetizione e denominazione di parole
  • Ampliamento del lessico
  • Allenamento in ripetizione di frasi           
  • Ampliamento delle competenze lessicali in input ed output
  • Consolidamento dell'Impostazione fonetica in eloquio spontaneo
  • Esercizi per il recupero della motilità linguale e muscolare dei fonemi:
 
ci-gi    affricati
 
f-v      fricativi
 
m-n     nasali
 
gn-gl  nasale e liquido
 
k-g      occlusivi
 
t-d      occlusivi
 
p-b      occlusivi
 
s          fricativo
 
sc        fricativo
 
z          affricato
 
l           liquido
 
r           vibrante
 
·  esercizi per il recupero delle abilità morfosintattiche
 
·  ampliamento del corpus di parole con training lessicale di lettura di un vocabolario per immagini, cartoni animati per  presentazione ed uso di parole nuove in vari contesti.
 
·   sviluppo delle capacità narrative con costruzione e racconto di sequenze di azioni e situazioni con materiale miniaturizzato o video, disegno, ecc.
 
·   attività grafico-espressive
 
·  spelling con fusione e scomposizione facilitata di fonemi
 
·   prevenzione del disturbo di apprendimento con precoce alfabetizzazione con esercizi metafonologici come: rime, filastrocche, canzoncine.
 
·  discriminazione consapevolezza del fonema iniziale e finale della parola.
 
·  attività di analisi per la divisione di frasi in parole
 
·  terapia e uso delle animazioni;
 
durante la terapia vengono utilizzate delle animazioni, le quali, oltre a rendere piacevole e attivante la seduta, favoriscono una rappresentazione  delle situazioni sociali naturali che sicuramente non si presentano come statiche! Lo scopo dell’animazione  è quello di favorire l’adattamento sociale in quanto strumento capace di sviluppare la comprensione e la gestione delle situazioni sociali. Il percorso si sviluppa in vari livelli di difficoltà semantiche - pragmatiche – cognitive: ascolto, comprensione, dialogo attraverso domande e  sequenze temporali;
 
durante la prima fase lo scopo consiste nell’attirare l’attirare l’attenzione del bambino verso lo schermo e di motivarlo a osservare quanto proiettato. Le scene dei cartoni animati sono accompagnate da canzoni orecchiabili, produzione di gesti comunicativi deittici e gesti referenziali, dialoghi semplici e suoni onomatopeici. Questo  primo livello ha lo scopo di sviluppare le prime forme di comunicazione attraverso l’attenzione congiunta e la creazione di un argomento da condividere e di cui parlare. Si utilizzano strategie semantiche per l’individuazione, la condivisione e  la comprensione di elementi nell’evento narrato e delle loro relazioni;
 
in una seconda fase si tende a  sviluppare le prime competenze morfosintattiche con la produzione di strutture  grammaticali via via più complesse e la comprensione delle prime forme di relazione che avvengono tra i vari personaggi, i vari punti di vista, le varie emozioni che esprimono (felice, arrabbiato, annoiato, spaventato, triste, stanco), cosa desiderano, le espressioni facciali che comunicano intenzioni, prosodia utilizzata. Inoltre, vengono affinate le abilità linguistiche e di interpretazione di eventi.
 
 
OBIETTIVI TERAPEUTICI A BREVE TERMINE
  • potenziare la comunicazione.
  • considerare se il bambino è un conversatore attivo. Le abilità di conversazione  precedono lo sviluppo della funzione narrativa che a inizia verso i 7 anni ed viene acquisita entro i 9 anni.
  • sostenere e potenziare il livello dialogico.
  • aumentare l'intelligibilità dell’ eloquio spontaneo.
 
OBIETTIVI TERAPEUTICI A MEDIO TERMINE
  • sviluppo di forme grammaticali e fonologiche più adeguate
  • prevenzione di un disturbo di apprendimento della lettura e della scrittura attraverso l'alfabetizzazione precoce.
 
OBIETTIVI TERAPEUTICI A LUNGO TERMINE
  • giungere a padroneggiare le abilità narrative in comprensione e in produzione.
 
TGC: TERAPIA DI GIOCO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE IN ETÀ PRESCOLARE
I principali contributi della TGC consistono nella possibilità di coinvolgere positivamente   i bambini in età prescolare e renderli partecipanti attivi nel processo di cambiamento. Gli interventi cognitivi e comportamentali sono compresi in un paradigma di terapia di gioco in modo sistematico ed orientato al raggiungimento dello scopo da conseguire.
I dieci principi che rendono valido questo tipo di approccio  con i bambini piccoli si fondano sul fatto che la terapia si effettua sul modello educativo e  cognitivo dei disturbi emotivi, è breve e limitata nel tempo. Affinché  la terapia sia efficace è necessaria  una valida relazione affettiva con il bambino, condizione necessaria per poter strutturare la terapia e renderla direttiva al fine di risolvere il disagio. Anche il rispetto delle consegne che vengono impartite  a casa rientra fra i principi terapeutici.

Il ricorso a materiali educativi visivi e manipolabili serve a facilitare i processi di comprensione del bambino e a coinvolgerlo in attività stimolanti e divertenti

Efficacia della TGC
  • coinvolge il bambino nella terapia attraverso il gioco;
  • si focalizza sui pensieri, sui sentimenti, sulle fantasie e sull’ambiente del bambino;
  • propone strategie per lo sviluppo di competenze più adattive;
  • è strutturata, direttiva e orientata ad un obiettivo;
  • comporta l’impiego di tecniche empiricamente dimostrate (es. Modeling);
  • consente un controllo del trattamento.
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