Lo sviluppo del bambino dal nido alla scuola dell'infanzia - Centro Ceral

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CORSO D’AGGIORNAMENTO PER EDUCATRICI DEGLI ASILI NIDO

  • LO SVILUPPO COGNITIVO, COMUNICATIVO-LINGUISTICO DEL BAMBINO
  • INDICI PREDITTIVI DI EVENTUALI ATIPIE
  • “COSA”, “QUANDO”, “COME”, “SE” COMUNICARE AI GENITORI

Nella comunità scientifica, impegnata in Psicologia dello Sviluppo, si è intensificato negli ultimi trent’anni il dibattito sulla validità pedagogica dell’inserimento al nido del bambino.  

Numerose ricerche hanno dimostrato che a costituire un fattore di rischio per il bambino non è l’esperienza dell’inserimento al nido in sé, bensì la qualità delle esperienze complessive ad esso associate (Berti - Bombi 2006). L’insieme dei dati scaturiti dalla ricerca, attraverso studi longitudinali sugli effetti dell’inserimento al nido nel bambino, hanno condotto Berk nel 2003 alla conclusione che un nido ben organizzato, con educatrici competenti, abbastanza numerose da poter dedicarsi a ciascun bambino, stabilmente inserite nella struttura e in costante rapporto con i genitori, ha effetti eccellenti sull’infante. Inoltre, si è concluso che gli effetti positivi dell’esperienza del nido sullo sviluppo cognitivo e sociale del bambino si espandono al periodo della scuola per l’infanzia, alla media fanciullezza fino all’adolescenza.

Mentre i fattori “quantità” e “stabilità” delle educatrici in un nido, pur collegati a elementi pedagogici importanti, possono risentire delle variabili strutturali e legislative, i fattori “competenza” e “rapporto costante con i genitori” possono considerarsi come i più importanti al fine di garantire un servizio di “alta qualità”.

Il corso d’aggiornamento proposto si colloca in questa prospettiva. Infatti, l’acquisizione di maggiori competenze da parte delle educatrici, oltre a favorire migliori strategie   psicoeducative con il singolo bambino e con il gruppo, aumenta l’indispensabile capacità di ascolto e comunicazione empatica con i genitori.
Le competenze comunicative da utilizzare con i genitori, oltre a favorire una migliore relazione di fiducia, si rendono indispensabili nelle circostanze in cui si sospettino atipie di sviluppo nel bambino; quest’ultima circostanza rimane uno dei compiti più difficili dell’educatrice.
Conoscere “cosa”,  “quando”, “come“ e “se” comunicare ai genitori una difficoltà riscontrata nel bambino riduce sensibilmente i rischi da parte dell’educatrice di sottovalutarla, sopravalutarla, comunicarla male o non comunicarla affatto.

Argomenti

  • IL PENSIERO, IL LINGUAGGIO E LA LINGUA
  • LA COMUNICAZIONE
  • LE FUNZIONI DEL LINGUAGGIO: sociali e cognitive
  • L’INTELLIGENZA
  • LE TAPPE EVOLUTIVE NORMALI E INDICI PREDITTIVI DELLO SVILUPPO ATIPICO
  • IL GIOCO SIMBOLICO
  • IL GIOCO EURISTICO
  • L’IMITAZIONE
  • I NEURONI SPECCHIO: “Teoria motoria decodificazione del linguaggio”
  • LA COMUNICAZIONE E IL LINGUAGGIO
  • LA GENESI DEI GESTI COMUNICATIVI: deittici, referenziali
  • LA PRODUZIONE E COMPRENSIONE
  • LA FONETICA
  • LA FONOLOGIA
  • PRINCIPALI ELEMENTI DI DIZIONE PER INSEGNARE UNA CORRETTA PRONUNCIA
  • LA MORFOSINTASSI
  • IL LESSICO, LA SEMANTICA E LA PRAGMATICA
  • LA FUNZIONE NARRATIVA
  • LE STRATEGIE EDUCATIVE
  • IL CONCETTO DI  “PLASTICITA’ CEREBRALE”
  • LA MEMORIA E LINGUAGGIO: funzioni, processi, sistemi e aree


Sei/dieci incontri di tre ore ciascuno.
Sarà possibile concordare il numero totale degli incontri per ogni corso contattando la segreteria dello studio.

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