Sviluppo della scrittura di parole e numeri - Centro Ceral

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SVILUPPO DEL PROCESSO DI SCRITTURA DI PAROLE E NUMERI NEL BAMBINO

Alla richiesta di scrivere, i bambini più piccoli eseguono solo scarabocchi, ma già intorno ai quattro anni appaiono segni differenziati (quali cerchietti o aste ) e infine lettere dell'alfabeto.

Anche l'orientamento, dapprima obliquo o circolare, inizia a rispecchiare, già prima dell'ingresso a scuola, quello convenzionale, con file di segni allineati orizzontalmente da sinistra a destra.
In età prescolare emergono gradualmente anche delle idee sugli aspetti costruttivi della scrittura, ossia i criteri per assemblare i segni e metterli in corrispondenza con ciò che rappresentano.

Dapprima il bambino o la bambina che deve scrivere, ad esempio, "farfalla" o "gatto", esegue solo una lunga fila di scarabocchi o una fila composta di segni separati senza alcun tentativo di rapportare in modo preciso segni e parole.

Successivamente emerge la regola per cui ad ogni parola deve corrispondere un singolo segno ( un'asta, una lettera o una pseudo-lettera, cioè un segno inventato simile ad una lettera).

Poi i bambini riconoscono che le parole sono formate da più segni accostati, il cui numero varia però in base a criteri non fonetici: così un bambino può sostenere che occorrono più segni e suoni, applicando la regola "un segno per ogni sillaba" e, a mano a mano che acquistano familiarità con le vocali, includendole come elemento identificativo al momento del loro ingresso a scuola, essi sono pronti a recepire senza troppa difficoltà l'insegnamento scolastico.

Ai tentativi di scrivere parole si affiancano, già a partire dai 3 anni, quelli di rappresentare graficamente le quantità. Diversi studi, condotti dagli anni '70 fino ai nostri giorni ( e sintetizzati in Liverta Sempio 1997; Lucangeli e Iannitti 2003 ), pur divergendo dal punto di vista teorico, concordano nei risultati.
Le prime notazioni usate dai bambini sono idiosincratiche, consistono cioè in tracciati simili a scarabocchi, non comprensibili a chi li osserva, o pittografiche, cioè riproduzioni figurative degli oggetti in collezione (che possono o meno corrispondere alla loro quantità).
Fra i 3 e i 4-5 anni sono frequenti anche le notazioni basate sulla corrispondenza biunivoca: i bambini usano segni discreti come aste, cerchi, lettere, pseudo-lettere, numerali ( cioè i segni con cui si rappresentano i numeri, ad esempio 3 o 5 ), o anche disegni schematici degli oggetti, in numero corrispondente alla quantità da rappresentare ( ad esempio, quattro aste per indicare il 4 ).

A volte compaiono anche notazioni miste, caratterizzate dall'uso combinato di numerali e dalla corrispondenza biunivoca.

Ad esempio, la quantità 3 viene rappresentata come 123, oppure 333. Infine i bambini arrivano alle notazioni convenzionali, cioè all'uso standard dei numerali, anche se non sempre scritti correttamente. E' molto importante cogliere questi segnali, prerequisiti di una futura acquisizione cognitiva, basi fondamentali per una buona capacità di seriazione e classificazione.
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