Terapia cognitivo - comportamentale - Centro Ceral

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TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE IN ETA’ ADULTA

Cos’è l’approccio cognitivo – comportamentale?
I disturbi  psicopatologici, le problematiche comportamentali ed emotive delle persone  originano dai tratti temperamentali di ognuno, geneticamente determinati, associati alle esperienze vissute nel proprio ambiente. Tuttavia , problemi e relativa sofferenza vengono  alimentati da come ognuno pensa, sente e agisce nel presente.  Ogni essere umano è portato a dare una particolare lettura della realtà, degli altri di se stesso interpretando gli avvenimenti  in base a delle strutture di significato scaturiti dalle esperienze. Tali strutture cognitive  vengono definite  schemi mentali, ossia la naturale  tendenza  ad attribuire un particolare  significato agli eventi  come verità assoluta.
La teoria  di fondo, che caratterizza l’approccio cognitivo comportamentale,  pone in evidenza  l'importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nelle cause  e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali
L’approccio   cognitivo-comportamentale connette   due tipi di terapia molto efficaci: comportamentale e cognitiva:

Comportamentale: contribuisce a modificare la relazione  di causa-effetto che viene a stabilirsi fra condizioni  difficili  e gli abituali schemi di reazione emotiva e comportamentale assunti  in tali evenienze. Le modificazioni dello stato emotivo e comportamentale personale avvengono attraverso  l’apprendimento di nuovi modi  di reagire di fronte alle difficoltà.  Inoltre, essa concorre al raggiungimento di uno stato di rilassamento  mentale e corporeo, e con esso il seno di maggior benessere  e disponibilità per riflessioni più pacate sulle scelte da compiere;

Cognitivo: insegna ad individuare  pensieri ricorrenti, rigidi convincimenti,  schemi fissi di ragionamento che inducono ad un’interpretazione distorta degli altri, del mondo e di se stessi. Tali modalità, distorte,  di funzionamento del pensiero possono scatenare  forti e persistenti emozioni negative le quali vengono percepite come sintomi  quando. In realtà ne costituiscono la causa. Diventa, così , necessario avviare un intervento finalizzato alla loro modificazione,  arricchimento ed  integrazione  con altri pensieri più oggettivi e funzionali al proprio  benessere. Nell’intervento  cognitivo - comportamentale l’utilizzo combinato delle due forme costituisce  un potente strumento finalizzato alla  risoluzione,  in tempi brevi, di  forti disagi psicologici.
La terapia  cognitivo-comportamentale si caratterizza per le seguenti peculiarità:

SCIENTIFICAMENTE FONDATA:
l’approccio clinico è in coerenza con le conoscenze sui processi e sulle strutture mentali ricavate dalla ricerca psicologica di base. E’ stato dimostrato, con studi controllati, che le strategie cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace. Infatti, tale approccio, ha dimostrato risultati superiori, o quantomeno uguali, agli psicofarmaci nel trattamento dei disturbi depressivi e d’ansia, ma  più utile nella prevenzione delle ricadute.

ORIENTATA ALLO SCOPO:
il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora con il paziente per stabilire gli obiettivi di terapia, formula la diagnosi e concorda con il paziente stesso il trattamento che si adatti alle sue esigenze, nel corso dei primissimi incontri. Si impegna a verificare, periodicamente, i progressi fatti per controllare il raggiungimento degli scopi sono stati.

PRATICA E CONCRETA:
l’obiettivo della terapia è la risoluzione dei concreti problemi psicologici della persona: riduzione dei sintomi depressivi; eliminazione di attacchi di panico e di eventuale concomitante agorafobia; riduzione o l’eliminazione dei rituali compulsivi o dei comportamenti alimentari patologici; promozione delle relazioni con gli altri; diminuzione dell’isolamento sociale, e cosi via.

COLLABORATIVA:
Paziente e terapeuta collaborano per comprendere e sviluppare strategie che indirizzino la persona alla risoluzione dei propri problemi. Entrambi vengono coinvolti nell’individuazione e nella messa in discussione delle specifiche modalità di pensiero che possono causare i problemi emotivi e comportamentali che affliggono il paziente.

A BREVE TERMINE:
la durata della terapia varia, solitamente, dai quattro ai dodici mesi, in base al caso, con cadenza spesso settimanale. Problemi più gravi, che necessitino di un periodo di cura più lungo, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.

Per quali disturbi, problematiche è indicato l’approccio  cognitivo- comportamentale?
E’ un approccio  scientificamente fondato, la cui validità viene  suffragata da numerosi studi  di ricerca sull’efficacia del trattamento e della diagnosi in tempi brevi di:
  • depressione e disturbo bipolare;
  • ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria;
  • attacchi di panico;
  • agorafobia;
  • ossessioni e compulsioni;
  • difficoltà di coppia;
  • ansia o preoccupazione generalizzate;
  • stress, disturbi psicosomatici e cefalee;
  • disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce,impotenza, anorgasmia, etc.);
  • abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, etc.);
  • disturbi della personalità;
  • insonnia e altri disturbi del sonno;
  • difficoltà nelle relazioni sociali;
  • disattenzione, iperattività ed  impulsività;
  • disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, etc.);
  • difficoltà scolastiche e lavorative lavoro;
  • bassa autostima.
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